lunedì 27 marzo 2017

C@ddotzu - Fratelli d'Italia: Siamo per la Sovranità del Popolo Sardo!



SUL  MANIFESTO DI  F. d' I.
Navigando in rete, mi è capitato casualmente di imbattermi in questo manifesto realizzato dal Partito dei Fratelli d'Italia - Sardegna.

Ritengo doveroso, senza polemizzare con gli autori, evidenziare, dialetticamente, con un sereno confronto, la contraddizione politica, sopratutto in termini di valori ed ideali rappresentati con l'immagine e la comunicazione, che si è inteso dare con il manifesto divulgato in chiave "Sarda", dal Partito di Fratelli d'Italia - Sardegna.


Il messaggio visivo, è un ossimoro storico, in pratica, accosta due concetti ideali dai significati completamente e profondamente opposti, cioè in antitesi. 

La sovranità dello Stato Italiano, non è, e non potrà mai essere la sovranità della Nazione Sarda, se i militanti di questa forza politica, hanno deciso, o decideranno di cambiare idea circa la Nazione di appartenenza, ne discuteremo serenamente.

Tutti sappiamo che lo stato Italiano, giuridicamente nasce dal Regno di Sardegna, tuttavia, il 29 novembre 1847, una data infausta per la Sardegna, con la Fusione perfetta con gli stati sabaudi di terraferma, l’Isola veniva privata del suo Parlamento e finiva così il Regnum Sardiniae.

La storia, è sempre scritta dai detrattori della verità, che anche nel nostro caso, falsamente racconta, che siano stati i Sardi stessi a rinunciarvi, ma non è assolutamente vero. 
A chiedere la Fusione, che verrà decretata da Carlo Alberto, furono alcuni membri degli Stamenti di Cagliari e di Sassari, senza alcuna delega né rappresentatività né Stamentaria né, tanto meno, popolare.

Il Parlamento neppure si riunì. Tanto che Sergio Salvi, lo scrittore e storico fiorentino gran conoscitore di cose sarde ha parlato di “rapina giuridica”. (cit. Francesco Casula, storico)

Ora, per venire al punto, come si può notare, graficamente si è inserita sul fondo del manifesto, una porzione della nobile bandiera dei quattro mori, evidentemente, nelle intenzioni del creativo, si intendeva connotare il radicamento alla terra di Sardegna, attraverso il simbolo che storicamente più di tutti la identifica e la rappresenta.

Certamente, chi ha inserito i mori bendati, cioè, quelli con la benda sugli occhi, ha pensato, sbagliando, in primo luogo alla rappresentatività Istituzionale, confondendo i quattro mori bendati della bandiera del Partito Sardo d'Azione (che è del 1921), con  la bandiera adottata (su proposta di un sardista) dalla Regione Sarda, con la L.R. n. 10 del 1999, per la sua identità visiva, in luogo del vecchio gonfalone, nella quale, invece, i mori la benda la hanno sulla fronte. Dell'una e dell'altra, in circolazione se ne trovano in diverse varianti commerciali, non sempre rispettose delle caratteristiche originarie.

La differenza, per chi non conosce la storia, è sostanziale.

La Bandiera del Partito Sardo, adottata dal Partito nel 1921, il quale ha raccolto l'eredità dei combattenti e reduci della 1^ Guerra mondiale, è di forma quadrata, infatti trae origine da un gagliardetto militare.  Nella Bandiera del P.S. d' Az, i quattro mori, da sempre, hanno la benda sugli occhi e sono rivolti a sinistra, cioè rivolti verso l'inferitura (l'asta) su campo bianco con croce rossa (croce di San Giorgio), alla quale, dopo la seconda Guerra mondiale, è stato aggiunto (cucito) il bordo perimetrale esterno di color nero, in ricordo e memoria del lutto subito dai Sardi, morti nei conflitti di tutte le guerre.

La bandiera Istituzionale, cioè quella adottata dalla Regione Sardegna, invece è rettangolare (3 parti di base x 2 parti di altezza) ed è definita “Bandiera della Regione” descritta come “ campo bianco crociato di rosso con in ciascun quarto una testa di moro bendata sulla fronte rivolta in direzione opposta all'inferitura”.
Chi vuole può andare a leggersi i resoconti consiliari, sul come il testo base iniziale del proponente, sia stato “smontato” durante la discussione ed infine approvato con le differenze di cui ho riferito.

Cosa voglio dire? 

Fratelli d'Italia, ha impropriamente utilizzato (forse inconsciamente senza saperlo) i valori propri del sardismo storico, cioè della Patria del Popolo Sardo, rappresentato dal più antico Partito in Europa, il P.S. d'Az. Cioè quei valori propri dell'indipendenza e della libertà della Nazione Sarda, che per Statuto (art.1), intende ottenere democraticamente e liberamente, valori che certamente non appartengono alla storia ed alla cultura politica di Fratelli d'Italia, titolare di un altra ben diversa eredità storica, diametralmente opposta (a meno che, come evidenzia C@ddotzu, non abbia realmente mutato in Sardegna la sua prospettiva politica, ma allora dovrebbe definirsi "Fratelli di Sardegna").

Fratelli d'Italia nel suo messaggio, ed in tale ottica, al contrario, propugna la sovranità popolare, intendendo con ciò, esclusivamente quella Italiana, in ragione della Costituzione Italiana, ottenuta a seguito del Referendum per la scelta della Monarchia o della Repubblica,  la cui risultanza, per effetto della “rapina giuridica” di cui ho riferito più su, non è, e non potrà mai essere la sovranità che vogliono i Sardi, così come da sempre anelata e auspicata storicamente dal mondo sardista ed indipendentista .

Certamente, si può sostenere, che nell'immaginario collettivo, in ogni uomo, donna o bambino, la bandiera con i 4 mori, crei orgoglio e passione in ognuno di noi, e che sia oramai entrata nel Dna di tutti i Sardi, e che tutti la considerino un loro patrimonio, ma se questo può essere ritenuto ammissibile e accettabile dal punto di vista emozionale e sentimentale, certamente non lo è dal punto di vista squisitamente politico, dell'appartenenza, dei ruoli, delle prospettive, delle scelte inerenti il futuro della Nazione sarda. 

Pertanto, posto che i 4 mori nel sottofondo del manifesto, sono quelli bendati e con lo sguardo rivolto a sinistra, cioè patrimonio del Partito Sardo e dei sardisti, nasce spontaneo il mio cortese invito, da sardista, all'amico Salvatore Deidda (noto Sasso), nella sua qualità di segretario regionale di FdI, o di rimuoverli e sostituirli, con quelli con la benda sulla fronte, rivolti con lo sguardo, a destra, immagine più istituzionale e adatta ai loro intendimenti, e comunque scevra dallo suscitare passioni e sentimenti di antagonismo politico, oppure declinare convintamente le proprie azioni, verso una convinta Sovranità del Popolo e della Nazione Sarda, convergendo verso la causa indipendentista.

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