lunedì 2 gennaio 2017

Province, città metropolitana e grandi casini




Riprendo questo passaggio, pubblicato sull'Unione Sarda di oggi, sul quale, è utile precisare qualcosa...
- dice Rodin:


“ Il suo territorio (quello della città Metropolitana) coincide con quello dell’area vasta, diversamente dal resto d’Italia in cui le città metropolitane coincidono con le vecchie province. Questa dimensione  ci consente di poter ragionare come un'unica città”.
In attesa che un qualsiasi cittadino, faccia istanza al giudice amministrativo per un interesse leso, e che la questione venga rimessa alla suprema Corte, qualcuno, faccia sapere a Rodin (e pure a Zedda), che la vittoria del NO al referendum sulla riforma costituzionale, porta come effetto immediato, la caducazione di buona parte della 56/14 Del Rio, proprio perché, vi è scritto, che il nuovo ordinamento delle città metropolitane e delle province è disposto  “In attesa della riforma del titolo V della parte seconda della Costituzione e delle relative norme di attuazione”.


Tale previsione, come è noto , è rimasta aria fritta, dissoltasi in uno, con il SI!

Di conseguenza (con buona pace del PD), non può assolutamente esistere nessuna “Provincia del Sud Sardegna”, in quanto non è prevista ne contemplata dall’art. 43 dello Statuto Speciale, norma di rango Costituzionale, ad oggi immacolata. Casomai occore immediatamente ripristinare la nobile e gloriosa provincia di Cagliari, e qui il legislatore di casa nostra è già in ritardo, posto che non si può con una legge ordinaria, la LR. n. 2/16, modificare una legge Costituzionale, cioè la n.3/48.

Ajò cumpangius moveisì, non aberreis lareddiendi!
 
Ne consegue, che nessuna città Metropolitana può essere ridotta sostanzialmente ad una Unione di Comuni, a proprio piacimento, tra pochi amici.
Metropoli che invece, deve corrispondere all’intero territorio della ex provincia di Cagliari, compreso il territorio dell’ex Medio Campidano e dell’ex Iglesiente.
Cioè  i 71 comuni, compresi i 17 della "minimale" città metropolitana, per circa 561.925 abitanti, che sommati all’ex provincia del Medio Campidano (VS) 28 comuni per 99.422 abitanti, che sommati all’ex provincia del Sulcis (CI) 23 comuni per 127.133 abitanti,  determinano un totale di 788.488 abitanti, per 122 comuni, in sostanza il 50% del territorio e della popolazione regionale, e quindi perfettamente in linea con la iniziale previsione Nazionale degli 800.000 abitanti, che peraltro ha rideterminato la composizione del consiglio Metropolitano, per il quale si è votato ben 2 volte, dapprima con 40 membri e successivamente, con voto del 16 ottobre 2016 per effetto della LR. n. 7/16, con 14 membri.

Decade pertanto Carbonia, come sede provvisoria della provincia del Sud Sardegna, in quanto, per l'appunto, se non esiste, come non esiste più la Provincia del Sud Sardegna, tantomeno può esistere il suo capoluogo.
Ma accade anche, di riflesso, che non possono sussistere contemporaneamente due entità con lo stesso nome con ambiti territoriali diversi, e cioè, da un lato la città Metropolitana di Cagliari con 17 comuni e, dall'altro la provincia di Cagliari con il resto dei comuni, cioè gli altri 105, con Cagliari città interclusa dalla corona dei comuni della città Metropolitana.  
 
Difficile sarà argomentare, che sia possibile ed automatico rinominare la provincia del Sud Sardegna con la provincia di Cagliari e porvi come capoluogo Carbonia. Infatti Carbonia non è prevista nel nostro Statuto, mentre Cagliari, si.
 
Ne consegue, pertanto che per porre rimedio alla confusione che il PD ha generato, con tutti i contenziosi Istituzionali insorgenti che stanno per discenderne, la soluzione, sarà proprio nel far coincidere la Città Metropolitana, con l'intero territorio della ex provincia di Cagliari insieme ai suoi 122 comuni, avente come capoluogo Cagliari. Con buona pace dello Statuto. Ricordo, che in questo caso, i comuni limitrofi delle altre province, hanno diritto ad esprimersi con referendum, per decidere l'eventuale ingresso nel nuovo ambito territroiale.
 
Tuttavia, credo che molti atti già posti in essere, dovranno essere velocemente dichiarati nulli o inefficaci in sede di autotutela.
Per come si sono messe le cose,  parrebbe, verosimilmente, che gli Amministratori Straordinari debbano iniziare a preoccuparsi seriamente.
 
E desta seria preoccupazione politica, la circostanza che la Giunta, il suo presidente, ma sopratutto l'assessore Erriu, ritengano di non porsi minimamante il problema, come se niente fosse accaduto, e lasciano scivolare le cose nel silenzio più assordante, qualcuno prima o poi ci penserà!


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