sabato 12 novembre 2016

Affamare la bestia



250 sindaci, ieri, a Cagliari hanno marciato sulla Regione per sostenere le ragioni del loro malessere di referenti delle comunità e dello Stato che rappresentano.

Hanno chiesto a Pigliaru (!), di poter spendere le risorse dei loro bilanci ingessati e “congelate dal governo” Nazionale, con la Regione, che non agevola e non aiuta i comuni a utilizzarle.

Le limitazioni di spesa, imposte dal Patto di stabilità prima, e dal Bilancio armonizzato poi, come è noto, sono state decise dal Parlamento su proposta del Governo, in quanto “lo richiede la tutela dell’unità giuridica ed economica della Repubblica, ovvero la tutela dell’interesse nazionale” anche per effetto delle politiche inerenti lo spending review.

Si potrebbe, pertanto, dare per scontato che la protesta, fosse marcatamente a supporto delle ragioni del No referendario di cui tardivamente si dibatte.

Purtroppo non è così, tra di loro tanti sindaci omogenei alle politiche Renziane, convintamente impegnati sino al midollo, nel sostenere proprio l’esatto contrario, cioè le ragioni dell’ amato Governo (solo loro), che di fatto determinano il blocco delle loro risorse, e quindi l’impossibilità di poter spendere in opere e servizi per i loro cittadini i loro stessi soldi .

Cioè, in altre parole, voteranno per il SI, consentendo così, di perpetuare il rafforzarsi delle ragioni opposte a quelle che ieri sono andati a chiedere in fascia e perorare nell’aula di via Roma 25.

E’ del tutto evidente che la cosiddetta “clausola di supremazia” inserita nel novellato art.117, sottoposto a referendum,  rafforzerà e consentirà al Parlamento di sostituirsi alle Regioni, appunto,  “quando lo richieda la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell’interesse nazionale” che anche in questo caso, è la costante del nostro governo, telecomandato dai poteri finanziari internazionali che gli impongono la linea e la condotta.

Concretamente, se qualcuno non lo vuole ancora capire, si tratta di una norma flessibile a grimaldello (chiave universale) consapevolmente e furbescamente indefinita, dunque applicabile ogni qual volta il governo lo riterrà necessario a suo insindacabile giudizio.

Le ragioni delle regioni, nulla potranno, in nessuna sede, avverso tali atti d’imperio, posto che, per le ragioni della supremazia, occorre spolpare la democrazia, ridurre il potere del popolo, condurre ad èlite ristrette gli ambiti decisionali, cioè come diceva Monti: affamare la bestia.

La bestia siamo noi, non altri.

Come avrete notato, già si evolve, dentro l'illuminata sinistra, una corrente di pensiero che intende togliere il suffragio universale, cioè il diritto al voto ai cittadini, in quanto non riescono a capire "ciò che è meglio per loro".

I sindaci di Sardegna che voteranno e faranno votare SI, non sono interessati a sostenere uno Stato federalista con la distinzione dei poteri, delle responsabilità e delle specialità, ma piuttosto ad una restaurazione dello statuto Albertino, cioè ad uno Stato o Regno in cui il potere è in capo al RE, solo al RE, REnzi, per l’appunto.

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