mercoledì 31 agosto 2016

LA STORIA SI RIPETE - (Statutaria Regionale 2008 – Modifiche alla Costituzione 2016)


LA STORIA SI RIPETE
(Statutaria Regionale 2008 – Modifiche alla Costituzione 2016)

 

Sull’imminente (?) referendum sulla riforma Costituzionale del prossimo Novembre, permane ancora una forte incertezza, in quanto il Presidente del Consiglio, non ha ancora decretato la fatidica data di svolgimento, atto propedeutico per l’attivazione dei provvedimenti amministrativi necessari, tuttavia, nell’attesa, in questa ripresa post ferie estive, si iniziano ad affilare ogni tipo di armi bianche, sia corte che lunghe.

Come nel caso del referendum confermativo sulla legge Statutaria, tenutosi ben 9 anni fa, cioè il 22 ottobre 2007, che secondo i molto male informati di allora, non raggiungendo il quorum (erroneamente inteso e millantato) del 33,3%, lasciava valide le statuizioni partorite dalla Giunta Soru, cioè le norme contenute nel voto favorevole del Consiglio regionale, espresso a maggioranza assoluta dei suoi componenti, che in concreto si rivelò una pagliacciata, oggi, le precondizioni sono praticamente similari, se non identiche.

Voglio rammentare, solo a chi probabilmente lo ha dimenticato, che allora, l'affluenza si fermò, al 15,57%.

Nelle 1.793 sezioni aperte in tutta la Sardegna si presentarono 228.439 votanti, su un totale di un milione 466mila 701 aventi diritto.

Il 32,08% si pronunciò per il SI, cioè per l'approvazione della legge, mentre il 67,91% diede parere negativo, votando per il NO.

Le schede bianche furono poche, 1.120, le nulle 1.656.

“Solo il 15 per cento dei sardi – commentarono autorevoli esponenti della Giunta regionale di CSX (mentendo sapendo di mentire), ha partecipato al referendum, che resta perciò valido per il non raggiungimento del quorum (pur di confondere le acque).”

I cittadini, disse il CSX ed i Soriani, "non hanno premiato una campagna referendaria del NO che ha privilegiato i toni apocalittici e i pericoli di derive antidemocratiche, riducendo la complessità della legge ad un referendum sul Presidente della Regione.”

“Il voto, proseguirono, consente la promulgazione della Statutaria, rilancia il processo riformatore interrotto con l'indizione del referendum e crea le condizioni perché il Consiglio regionale e la Giunta, con il coinvolgimento più ampio possibile, possano affrontare i temi ineludibili del nuovo Statuto di autonomia, la legge di organizzazione e la legge elettorale. Anche l'opposizione di centrodestra, vanificato l'uso palesemente strumentale del suo No alla legge Statutaria, è ora chiamata a misurarsi sul merito dei provvedimenti di riforma ad iniziare dalla riscrittura dello Statuto".

Tutti però, sappiamo come andarono in realtà le cose.

Nonostante la forzatura, che portò alla promulgazione della Legge da parte di Soru, il quale arbitrariamente, la riteneva approvata dal corpo elettorale, la Corte Costituzionale con sentenza N. 149 del 4 - 8 maggio 2009, dichiarò inammissibile il conflitto di attribuzione sollevato dallo Stato nei confronti della Regione Sardegna limitatamente alla parte relativa alla denunciata incompatibilità con l'art. 15 dello statuto sardo della normativa regionale in base alla quale è stato emanato l'atto di promulgazione della legge statutaria della Regione Sardegna 10 luglio 2008, n. 1 (Disciplina riguardante la forma di governo e i rapporti fra gli organi, i principi fondamentali di organizzazione e di funzionamento della regione, l'esercizio del diritto di iniziativa popolare e i referendum regionali, i casi di ineleggibilità e incompatibilità alla carica di presidente della regione, consigliere regionale e assessore regionale), infine dichiarò, che non spettava al Presidente della Regione Sardegna procedere alla promulgazione della suddetta legge statutaria della Sardegna n. 1 del 2008, annullandone, conseguentemente, per l'effetto, la promulgazione medesima. 


In altre parole, se ci fosse stata una maggioranza qualificata dei 2/3, non si sarebbe dato luogo al referendum confermativo.


Invece, mancando questo presupposto essenziale, la tipologia giuridica del referendum confermativo della Statutaria, che è di rango Costituzionale, non necessitava e non necessita di quorum, ne del 33,3%, ne del 50,1%, ma il voto e quindi l’esito è valido, indipendentemente dal numero reale dei partecipanti.

È proprio ciò che sta avvenendo per la riforma Costituzionale, (la storia si ripete) con precondizioni similari, se non identiche.

Perché?

Renzi, oggi, come allora Soru, dichiara di metterci la faccia, e giura, che si dimetterà da presidente del Consiglio e quindi da capo del Governo, nel caso la riforma (secondo lui di proporzioni storiche e bibliche) non dovesse passare, salvo però ripensarci, alla luce dei sondaggi che non lo soddisfano, ritrattando tutto.

L’impronta politica, che si è data, ieri come oggi, ancora una volta tende a fare leva, non tanto nel merito e/o per le ragioni contenute nelle norme che si intendono modificare, ma confidando sulla fidealizzazione e l’appartenenza ad un gruppo o ad un ideale, che è quello di personalizzare tutto sul “Leader”, in pratica legando le sorti ad un messaggio del tipo: se cade il capo, cade tutto, anche quello che abbiamo conquistato sino ad oggi; se vuoi che il tuo partito si rafforzi ed abbia sempre più potere, fai come ti diciamo noi.

Voglio rasserenare l’elettore-lettore, qualora permanesse in lui un convincimento di debolezza o peggio di inefficacia del suo voto, sulla forte opportunità e validità, che mai come in questo caso rappresenta un voto forte e utile, proprio per le materie trattate, che attengono come è noto ai principi fondamentali della Costituzione, che non possono essere, come in questo caso, palesemente modificati in peggio, sull'errato presupposto della velocità e rapidità delle risposte legislative, e non già sulla qualità ed i contenuti delle leggi necessarie al popolo.

Nel merito, soprattutto per quanto attiene agli argomenti peggiorativi per il Popolo Sardo e per la salvaguardia e la tutela degli interessi della nostra isola, elementi contenuti nella proposta di riforma, mi soffermerò con un apposito e successivo post. 


In sintesi, il prossimo referendum confermativo sulla riforma Costituzionale, così come per la Statutaria, perciò, non ha bisogno di quorum, chiunque andrà a votare con qualsiasi numero di votanti, sarà valido e deciderà le sorti della pseudo riforma, anche se in questa circostanza, ne lui ne il suo governo, ne l’ex Presidente della Repubblica, potranno invocare l’astensione, come hanno (arrogantemente) fatto in occasione del recente referendum sulle trivelle, tutt’altro, ora devono disperatamente convincere i cittadini nell’andare a votare.

È quello che faremo noi Sardi liberi, indipendentemente dall'appartenenza politica, tutti, sicuramente lo faremo noi sardisti del Partito Sardo d'Azione, nessuna astensione, la vicenda ci riguarda molto da vicino, porteremo quanta più gente possibile ai seggi, per votare convintamente con un NO a questa deriva, che non porta nessun elemento di semplificazione nella formazione delle Leggi, anzi, ne dilata “sine die” i tempi, non elimina il Senato ne i relati costi finanziari, riduce i poteri del titolo V, previsti per le regioni a Statuto Speciale, mortificandole ed accentrando in capo al Governo nazionale numerose materie di legislazione concorrente, per le quali sono stati necessari oltre 50 anni di attesa, ed arrivate solo in minima parte nel 2001. 

Voteremo NO, per non tornare indietro nella storia.

Voteremo No per tutelare la democrazia e la partecipazione popolare.

Nessun commento:

Posta un commento