venerdì 18 marzo 2016

PSD'AZ: sul commissariamento delle federazioni



Spettabile Segretario,

Stimatissimo Presidente,

Alla Commissione Nazionale di Garanzia,

Ai Sardisti tutti,

Loro sedi



Sul sito web del partito, con invito a divulgarne il contenuto tra tutti i sardisti, leggo la nota:  “COMUNICAZIONE  DELIBERAZIONE  DELLA  DIREZIONE  NAZIONALE”, inerente la decisione assunta da tale organo nella seduta tenutasi lo scorso sabato 12 marzo, presso la sede nazionale del Partito in Cagliari datata 14 marzo 2016 e divulgata il giorno successivo.


Vi si legge testualmente che la Direzione Nazionale: “ ha dovuto  prendere  atto  dell’entrata  in  vigore  della  Legge  regionale  4  febbraio  2016,  n.  2,  avente  ad  oggetto  il  Riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna".


La comunicazione, evidenzia in particolare,  che: l'art. 24 della legge in parola dispone che "Fino al loro definitivo superamento, il territorio della Sardegna ad eccezione di quello della città metropolitana di Cagliari,  è suddiviso nelle province riconosciute dallo statuto e dalla legge statale" rinviando al successivo  art. 25, rubricato "Circoscrizioni provinciali", la puntuale definizione delle “circoscrizioni territoriali delle province della Regione" che "corrispondono a quelle antecedenti alla  data  di  entrata  in  vigore  della  legge  regionale  12  luglio  2001,  n.  9  (Istituzione  delle  province  di  Carbonia - Iglesias,  del  Medio  Campidano,  dell' Ogliastra  e  di  Olbia -Tempio)  e  dello  schema  di  nuovo  assetto  provinciale, approvato dal Consiglio regionale con provvedimento del 31 marzo 1999 (Legge regionale 2 gennaio 1997, n. 4  - Riassetto generale delle Province e procedure ordinarie per l'istituzione di nuove Province e la modificazione delle circoscrizioni provinciali. Schema di nuovo assetto provinciale approvato dal Consiglio regionale il 31 marzo 1999), pubblicato sul BURAS n. 11 del 9 aprile 1999, con le seguenti variazioni:

a) la circoscrizione territoriale della Provincia del Sud Sardegna corrisponde a quella della Provincia di Cagliari, esclusi i comuni appartenenti alla città metropolitana di Cagliari;

b) sono aggregati alla Provincia di Oristano, nel rispetto della volontà già espressa dalle comunità locali, i Comuni di Bosa, Flussio, Laconi, Magomadas, Modolo, Sagama, Suni e Tinnura e il Comune di Montresta;

c) sono aggregati alla Provincia del Sud Sardegna, nel rispetto della volontà già espressa dalle comunità locali, i Comuni di Escalaplano,  Escolca,  Esterzili,  Gergei,  Isili, Nuragus,  Nurallao, Nurri,  Orroli,  Sadali,  Serri,  Seulo,  Seui, Genoni e Villanovatulo;

d) sono aggregati alla Provincia comprendente il Comune di Olbia, i Comuni di Budoni e San Teodoro”.


Ricorda, altresì, che “l'art. 17 della medesima legge prevede infine l'Istituzione della città metropolitana di  Cagliari, della quale fanno  parte  oltre  al  Comune  di  Cagliari,  i  seguenti  comuni:  Assemini,  Capoterra,  Elmas,  Monserrato,  Quartu Sant'Elena, Quartucciu, Selargius, Sestu, Decimomannu, Maracalagonis, Pula, Sarroch, Settimo San Pietro, Sinnai, Villa San Pietro, Uta”.


Questo lungo richiamo normativo, è indirizzato a sostenere che: “Tale riassetto complessivo dell'organizzazione territoriale degli enti locali della Sardegna incide direttamente sull'articolazione  federale del  nostro  Partito  per  via del richiamo operato dall'art. 30 dello Statuto, giusta il quale “le sezioni  costituite in ciascuna provincia, costituiscono la Federazione Provinciale”. 

Per  l'effetto,  fin  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della  richiamata  Legge  regionale  4  febbraio  2016,  n.  2,  e precisamente  dal 12 febbraio 2016 (si noti la tempestività assoluta posto che si tratta dello stesso giorno della deliberazione della Direzione Nazionale), sono venute meno le otto Federazioni Provinciali come costituite sulla base del previgente assetto territoriale degli Enti locali.


Esprime  anche  un  insorgente  preoccupazione,  in quanto: “Al  fine  di  evitare  il  conseguente  blocco  del  funzionamento  delle  strutture  federali  del  Partito,  anche  in considerazione dell'urgenza di affrontare le imminenti scadenze elettorali, la Direzione Nazionale ha provveduto a  riaggregare  le  sezioni  del  Partito  esistenti  secondo  il  nuovo  schema  legislativo,  talché  risultano  ad  oggi costituite: 

  1) Federazione provinciale di Sassari,

  2) Federazione provinciale di Nuoro, 

  3) Federazione provinciale di Oristano, 

  4) Federazione provinciale del Sud Sardegna, 

  5) Federazione metropolitana di Cagliari.


La nota prosegue, indicando il metodo rapido e veloce, con il quale si intende uscire da questo  “blocco del funzionamento delle strutture federali”, e cioè: “ Nelle  more  della  ricostituzione dell'organizzazione  federale  nelle  nuove  cinque  strutture  -  ovvero  delle necessarie  modificazioni  statutarie  per  l’auspicabile  previsione  di  alcune  strutture  federali  legate  a  regioni  storiche quali a mero titolo esemplificativo la Gallura e l'Ogliastra - ed al fine di garantire comunque il normale funzionamento delle stesse, la Direzione nazionale ha altresì deliberato di nominare quali Commissari il  Vice-Segretario  Nazionale  QUIRICO  SANNA  per  la  Federazione  provinciale  di  Sassari,  GIOVANNI  PIRAS  per  la Federazione provinciale di  Nuoro, AURELIO FADDA per la Federazione provinciale del  Sud Sardegna, GIANNI ARAMU  per  la  Federazione  metropolitana  di  Cagliari.  Detta  deliberazione  sarà  trattata  dalla  Commissione Nazionale di Garanzia per i conseguenti adempimenti di competenza.


La Direzione  nazionale  ha, inoltre,  preso  atto del fatto  che la più volte richiamata Legge regionale 4 febbraio 2016, n. 2, non ha introdotto modificazioni rispetto alla circoscrizione provinciale di Oristano e che pertanto la corrispondente  Federazione  provinciale  è  rimasta  immutata  e  dovrà  pertanto  procedere  alla  più  celere celebrazione del proprio Congresso secondo l'ordinaria scadenza e con gli organi attualmente in carica. 


Conclude,  ringraziando  tutti  i  Segretari  delle  “previgenti  Federazioni “ che  hanno  operato  con  impegno  e  passione per  tenere  alto il nome del nostro Partito e gli ideali sardisti, chiarendo fin d'ora  che la contrazione delle Federazioni da 8 a 5  ha determinato l'impossibilità oggettiva di confermare tutti  nel ruolo di  Commissari e che  ciò  non  deve  intendersi  come  giudizio  negativo  per  alcuni  a  vantaggio  di  altri  ma  semplicemente  come l'esigenza  di  fronteggiare  una situazione  evidentemente  straordinaria  ed  urgente.

Sarà  cura personale del segretario, infine,  sollecitare  i  Commissari nominati affinché portino le rispettive nuove Federazioni a Congresso così da ristabilire il fisiologico e democratico funzionamento delle stesse.


Sin qua il contenuto della nota, che in ordine alla decisione assunta, per i risvolti e le implicazioni che solleva e che determina, all’interno del Partito, merita di essere trattata ed analizzata compiutamente e contestualmente da due diversi punti di vista:


Il primo, prettamente normativo/tecnico/legislativo;

il secondo, squisitamente politico;


Secondo l’interpretazione data dalla D.N. “l’obbligo” di riformare l’attuale assetto delle federazioni provinciali, scaturirebbe dal combinato disposto dell’art. 30, comma 1) del vigente statuto del partito: “le sezioni costituite in ciascuna provincia, costituiscono la Federazione Provinciale”, coordinato e derivante dalla nuova ripartizione, prevista dall’ art. 24 della legge regionale n. 2/2016 in parola, che dispone: "Fino al loro definitivo superamento, il territorio della Sardegna ad eccezione di quello della città metropolitana di Cagliari,  è suddiviso nelle province  riconosciute dallo statuto e dalla legge statale", e dall’art. 25, rubricato: "Circoscrizioni provinciali", dove vengono richiamate le cosiddette province storiche, cioè quelle antecedenti alla riforma introdotta nel 2001 con la L.R. N. 9, inerente  l’Istituzione  delle  province  di  Carbonia - Iglesias,  del  Medio  Campidano,  dell' Ogliastra  e  di  Olbia – Tempio, cioè le cosiddette “province amministrative”, abrogate per effetto del referendum del 06 maggio 2012.


Orbene, all’indomani dell’intervenuta abrogazione, il problema, è utile chiarirlo subito, non ha determinato nessun temuto  sconquasso organizzativo negli Enti territoriali ne tantomeno della stessa attività politica ed elettorale, infatti, già con la Legge Regionale 25 maggio 2012, n. 11, recante: Norme sul riordino generale delle autonomie locali e modifiche alla legge regionale n. 10 del 2011, il legislatore, all’ art. 1 - Procedure di riordino generale delle autonomie locali, stabiliva al comma 3), “Al fine di assicurare il rispetto dei principi di cui agli articoli 1, 5, 114, 116 e 118 della Costituzione, nonché di cui all'articolo 43 dello Statuto ed in attesa del riordino e della sua applicazione volta a realizzare un nuovo assetto, gli organi provinciali in carica assumono in via provvisoria, e sino al 28 febbraio 2013, la gestione delle funzioni amministrative attribuite alle otto province che saranno soppresse all'esito dei referendum svoltisi il 6 maggio 2012 e provvedono alla ricognizione di tutti i rapporti giuridici, dei beni e del personale dipendente ai fini del successivo trasferimento.“

Ed al comma 4). “Agli effetti della vigente legislazione, ivi compresa quella elettorale, le gestioni provvisorie di cui al comma 3 corrispondono a circoscrizioni amministrative provinciali.


I termini previsti dalla L.R. 11/2012, tuttavia, non sono stati assolutamente osservati e, si è reso necessario intervenire nuovamente con la L. R. 27 febbraio 2013, n. 5 - Proroga dei termini di cui all'articolo 1 della legge regionale 25 maggio 2012, n. 11, recante "Norme sul riordino generale delle autonomie locali e modifiche alla legge regionale n. 10 del 2011".


Il legislatore  è intervenuto ancora, sulla stessa materia con la L. R. 28 giugno 2013, n.15 - Disposizioni transitorie in materia di riordino delle province.


In tale contesto temporale, di profondo mutamento organizzativo degli EE. LL., anche a significare (se eventualmente questo fosse il vero dilemma),  che nessun problema funzionale di rappresentanza istituzionale - elettorale è stato rilevato dal Legislatore di casa nostra, essendo  pienamente efficace la Legge Regionale Statutaria elettorale  -  ai sensi dell'articolo 15 dello Statuto speciale per la Sardegna, del 12 novembre 2013, n. 1 che Il Consiglio regionale, ha approvato con la maggioranza dei due terzi dei suoi componenti, senza nessuna richiesta di referendum, la quale all’art. 3 - Circoscrizioni elettorali, al comma 1), stabilisce che: “ Il territorio della Regione è ripartito nelle otto (8) circoscrizioni elettorali di Cagliari, Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Nuoro, Ogliastra, Olbia-Tempio, Oristano e Sassari, corrispondenti a quelle risultanti alla data delle elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale dell'anno 2009.


E poi ancora si è nuovamente intervenuti  con la L. R. 12 marzo 2015, n. 7 - Disposizioni urgenti in materia di enti locali e disposizioni varie.


Ed ancora, “ad abundantiam” con la L. R. 23 dicembre 2015, n. 35 - Disposizioni urgenti per interventi sul patrimonio culturale e la valorizzazione dei territori, occupazione, opere pubbliche e rischio idrogeologico e disposizioni varie. Dove all’Art. 7 , comma 1),  ha stabilito che: La nomina degli amministratori straordinari e del commissario della Provincia di Cagliari - Disposizioni transitorie in materia di riordino delle amministrazioni provinciali, effettuate rispettivamente ai sensi della legge regionale 11 marzo 2015, n. 7 (Disposizioni urgenti in materia di enti locali e disposizioni varie), e della legge regionale 28 giugno 2013, n. 15 (Disposizioni transitorie in materia di riordino delle province), è prorogata fino all'elezione del presidente della rispettiva provincia.


Per giungere sino ai giorni nostri con la L.R. 4 febbraio 2016, n. 2 - Riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna", che peraltro, contiene numerosi profili di incostituzionalità, sino al punto, che diversi amministratori comunali sardisti e non solo, si sono fatti carico di avanzare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, specifica Istanza per la promozione della questione di legittimità costituzionale ai sensi dell'art. 127, 1° comma della Costituzione, contro la legge regionale 4  febbraio  2016, n. 2.


In sostanza, per sottolineare il concetto di fretta e intempestività politica, che contrasta con i tempi dilatati che il Consiglio regionale si è preso, dal 2011 al 2016, sono trascorsi ben 5 anni, prima che il Legislatore regionale, definisse un opinabile “riordino degli Enti Locali in Sardegna”, mentre il Partito, attraverso la “sola” Direzione Nazionale e senza nessun dibattito mai annunciato ne aperto in Consiglio Nazionale, il giorno stesso della sua entrata in vigore, velocemente, rimodula la propria organizzazione pluridecennale, “commissariandola”, peraltro in conformità ad una Legge, che come Sardisti, a tutti i livelli, abbiamo contrastato ed avversato, ivi compreso lo stesso segretario nazionale.


Giova far presente che tra i profili di incostituzionalità sollevati nelle contestazioni segnalate al capo del governo italiano, rinvenibile al link: http://piacerepiapiapia.blogspot.it/2016/03/istanza-al-c-dei-m-per-questione-di.html, diversi, ineriscono proprio gli articoli che la stessa Direzione Nazionale, nell’osservanza pedissequa della L.R. n. 2/16, ha inteso porre in essere per la riorganizzazione, in riduzione da n. 8 a n. 5  delle federazioni provinciali, commissariandole, secondo lo schema normativo - amministrativo scaturito in Consiglio Regionale, con il voto contrario dell’intero Gruppo Sardista,  ritenendo “illogicamente”, che anche la forma organizzativa del “Partito Sardo”, debba, necessariamente, e da subito, coincidere con il nuovo riordino territoriale degli EE. LL. appena pubblicato, senza neppure attendere il termine dei 60 giorni per l’eventuale impugnativa da parte del governo.


Credo che nessun obbligo possa discenderne, al punto di dover impegnare il  Partito, per effetto di questo coacervo di norme confuse e contorte, in tal senso mi permetto di osservare, che le Province in quanto circoscrizioni territoriali, come stabilito in Legge, sono del tutto provvisorie e transitorie,  posto che nell’immediato, mantengono solo alcune funzioni disposte dalla L. 56/2014 Delrio, essendo destinate a diventare  Enti di secondo grado, mentre nel proseguo saranno sostituite come previsto dalla Legge Regionale da “nuove entità”, come le Unioni dei Comuni, gli "ambiti territoriali ottimali", da "città medie", da "reti metropolitane", da "ambiti territoriali strategici", da "zone omogenee", ed infine, dalla"città metropolitana di Cagliari", peraltro ridotta a 17 comuni in luogo dei 71 dell’intera ex provincia storica di Cagliari.


Chiedo a me stesso, ma se le Province scompaiono dall’ordinamento vigente e/o futuro, di conseguenza scompare anche l’organizzazione del nostro Partito? Eppure, in precedenza le Federazioni si chiamavano Distretti e non necessariamente corrispondevano a limiti amministrativi dell’ordinamento istituzionale. Chi ci può impedire che i limiti territoriali interni ed organizzativi, corrispondano o meno ai collegi elettorali regionali cioè quelli delle ex 8 province, non obbligatoriamente devono essere quelli delle nuove 4 + 1 circoscrizioni, così come partoriti dalla Legge Regionale in parola. In tal senso, posto che in una prospettiva a medio termine stiamo andando verso un organizzazione  territoriale Istituzionale più fluida e diffusa, spalmata sui territori, con già 35 Unioni di Comuni esistenti e con altre entità nascenti di nuova creazione, non sarebbe più utile ragionare su contesti organizzativi differenti, che in qualche misura si interfaccino con le problematiche che dinamicamente ne scaturiranno?


Ma ancora, se a tale paradigma invece, si applicasse alla Legge n. 52/2015 “Italicum” che prevede in Sardegna la riduzione dai precedenti 8 a soli 3 collegi elettorali, che reca una media di 582.000 abitanti, e che entrerà in vigore dal prossimo 16 Luglio 2016, avremmo un Partito strutturato in maniera differente, rispetto alla conformazione attuale, sicuramente più “semplificato”, tutto sta nel capire, prima di tutto noi stessi,  con un necessario quanto urgente dibattito in Consiglio Nazionale, che cosa realmente vogliamo fare.

Ciò detto, sarebbe opportuno che la D.N. rivedesse prudenzialmente e cautelativamente il proprio deliberato, provvedendo ad investire dell’argomento, per titolarità primaria e seconda gerarchicamente solo al Congresso, nonchè per competenza Statutaria, il Consiglio Nazionale, unico organo deputato a formulare e regolamentare  una materia così delicata quanto fondamentale nell’attività politica del Partito.


Un operazione di tale portata, in questo preciso momento, appare quantomeno inopportuna e anche un tantino destabilizzante, posto che le Federazioni storiche, hanno già celebrato alla scadenza i propri Congressi Territoriali,  con Nuoro che lo ha programmato a Settembre 2015 e lo celebra il 19 Marzo 2016, mentre da ultimo Oristano, che non ha ancora avviato nulla, per il rinnovo degli organi, viene semplicemente “invitata” a provvedere con celerità, quando, invece, dovrebbe essere l’unica a dover essere commissariata per evidente inerzia.

Concludo, evidenziando per esperienza diretta, anche al di là del merito e dell'intempestività dell'atto assunto, sul quale chiaramente e totalmente dissento, che un processo di siffatta natura, ha necessità dei suoi tempi, dei suoi metodi, e sopratutto delle sue procedure oltre che delle legittime sedi di coinvolgimento democratico e partecipativo.


Ritengo di dover formulare, il mio personale invito alla Direzione Nazionale, affinché con un atto di responsabilità, per le considerazioni svolte, receda e provveda con ogni consentita urgenza alla revoca del provvedimento deliberato in data 12 marzo u.s. e a iscrivere l'argomento all'ordine del giorno del prossimo Consiglio Nazionale, ciò anche e sopratutto per comprendere concretamente, in che cosa ed in che modo, detta riorganizzazione commissariale, sia effettivamente necessaria, in relazione al superamento del dichiarato "blocco delle federazioni", mentre sostengo, invece, più utile e urgente l'esigenza di affrontare pacificamente e con la dovuta serenità le imminenti elezioni amministrative.
Con riserva di tornare più compiutamente sull'argomento, con la stima di sempre, vi porgo un caloroso e sincero Fortza Paris, per una serena Domenica delle Palme,e per una Pasqua di pace e gioia a voi ed ai vostri cari.


Firmato

gianni pia
Mogoro, 18 Marzo 2016.

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