giovedì 18 febbraio 2016

Sa lingua cantat, su paperi tancat



Nelle more dell’analisi precisa dei diversi profili di incostituzionalità della L.R. 4 febbraio 2016, n. 2 – “Riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna”, che  segnalarò al “Governo amico loro”, per l’impugnazione e per la quale ci saranno tempi e modi, colpisce “l’ostilità” inserita nella norma, che prevede la cancellazione di tutte le attività inerenti la Cultura e la lingua sarda, già trasferita in capo alle Province e che ora rientra totalmente nelle manine dell’assessore regionale.
  

Infatti, mentre nello stesso Capo, si è stabilito per numerose materie, il subentro diretto nelle funzioni, da parte delle unioni dei comuni al posto delle province, ciò che appare politicamente inacettabile è la norma prevista dall’art. 57, che cancella ed abroga l’art. 82 della L.R. 9/2006, che conteneva anche la programmazione e la gestione delle risorse finanziarie relative agli interventi previsti dagli articoli 13, 17 e 20 della legge regionale n. 26 del 1997 “Promozione e valorizzazione della cultura e della lingua della Sardegna”.



Cosa  stabilisce (oggi):  l’Art. 57 della L. R. 4 n. 2 del 2016;  
Abrogazione dell'articolo 82 della legge regionale n. 9 del 2006 (Cultura e lingua sarda)

1. L'articolo 82 della legge regionale n. 9 del 2006 è abrogato.


Cosa prevedeva: l’Art. 82  della legge regionale n. 9 del 2006;
Cultura e lingua sarda. Conferimenti agli enti locali


1. Ai sensi del comma 4 dell'articolo 1, sono attribuiti alle province i seguenti compiti e funzioni, sulla base degli atti di programmazione regionale adottati, ai sensi del comma 2 dell'articolo 3:
a) programmazione e gestione delle risorse finanziarie relative alle attività delle consulte locali per la cultura e la lingua dei sardi;
b) programmazione e gestione delle risorse finanziarie relative all'erogazione di contributi agli enti locali per il ripristino dei toponimi in lingua sarda e delle varietà linguistiche tutelate ai sensi dell'articolo 24 della legge regionale 15 ottobre 1997, n. 26;
c) programmazione e gestione delle risorse finanziarie relative agli interventi previsti dagli articoli 13, 17 e 20 della legge regionale n. 26 del 1997.




Cosa prevede:  l’Art. 13  della legge regionale n. 26 del 1997

Art.13 Interventi finanziari


1. L' Amministrazione regionale concede a soggetti operanti nel settore culturale, sulla base del Piano triennale di interventi, contributi finanziari secondo le seguenti misure e modalità :
a) per le istituzioni scolastiche 100 per cento delle spese previste, ammesse e documentate;
b) per gli enti locali associati sino alla concorrenza del 90 per cento delle spese previste, ammesse e documentate;
c) per gli enti locali singoli, gli enti pubblici e morali e l' Università fino alla concorrenza dell' 80 per cento delle spese previste, ammesse e documentate;
d) per i soggetti privati, singoli o comunque organizzati nelle forme di legge e senza scopo di lucro fino alla concorrenza del 60 per cento delle spese previste, ammesse e documentate;
e) per i soggetti privati ivi compresi quelli con scopo di lucro, l' Amministrazione regionale può concorrere al pagamento degli interessi bancari per i mutui contratti per le spese di investimento e di attività secondo le misure e le modalità stabilite con il piano triennale di cui all' articolo 12.
2. Nell' ambito del Piano triennale e degli aggiornamenti annuali, tenuto conto del tetto contributivo fissato alle lettere a), b), c), d) ed e)del comma 1, il sostegno finanziario può essere ulteriormente graduato all'interno delle singole categorie dei richiedenti, allo scopo di promuovere la qualità e la massima diffusione territoriale delle attività anche in considerazione delle eventuali risorse integrative dei singoli soggetti.
3. Sono finanziabili le attività di detti soggetti volte a perseguire, sulla base di precisi indirizzi di programmazione attiva, le seguenti finalità :
a) la raccolta, l' ordinamento e l' analisi dei varia spetti della realtà culturale della Sardegna;
b) il reperimento e la raccolta del patrimonio di cultura popolare e di tradizione orale della Sardegna;
c) la conservazione e l' acquisizione di oggetti ed elaborati riguardanti la cultura sarda ed in particolare quella materiale, quali: reperti naturalistici, beni bibliografici, raccolte di oggetti d'arte e di artigianato, raccolte di strumenti inerenti alle tradizioni di vita e di lavoro del popolo sardo. Per poter beneficiare dei contributi di cui al presente capoverso deve essere garantita la pubblica fruibilità delle raccolte;
d) l' organizzazione di concorsi e premi per elaborati in prosa, poesia e per canti in lingua sarda, per la musica, la saggistica e la ricerca scientifica in Sardegna, specificamente indirizzati all' approfondimento dei valori culturali del popolo sardo;
e) l' organizzazione di manifestazioni che abbiano per scopo la diffusione della conoscenza dell'Isola e della civiltà sarda, in tutte le sue espressioni materiali e spirituali;
f) la pubblicazione di testi audiovisivi in lingua sarda, o comunque relativi alla cultura dell'Isola, preordinati alla integrazione dei programmi ministeriali di insegnamento, compresi libri di lettura e di consultazione utili a fini didattici;
g) l' attuazione di progetti di interventi socio - educativi coerenti con le finalità della presente legge, concernenti situazioni particolari di deprivazione sociale e culturale;
h) l' attuazione di esperienze educative scolastiche ed extra-scolastiche coerenti con le finalità della presente legge, inerenti al rapporto scuola-territorio;
i) l' ideazione e l' attuazione di progetti di ricerca e di sperimentazione nei settori della musica, del teatro e delle arti visive finalizzati al raccordo e al dialogo tra cultura sarda e altre culture;
l) la raccolta, la catalogazione e l' archiviazione della documentazione storica relativa alla Sardegna;
m) la ricerca, il recupero, la trascrizione e la divulgazione di materiali documentali giacenti in archivi esteri, che abbiano riferimento alla storia sarda, con priorità nei finanziamenti per le attività che più estesamente interessino diverse zone storico - geografiche della Sardegna.
4. Il cumulo fra i contributi regionali e quelli eventualmente concessi da altri soggetti per la medesima iniziativa non può superare il limite massimo di finanziamento fissato, per le diverse categorie di intervento, al comma 1.
5. I contributi sono concessi su domanda da presentarsi all' Assessorato regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport entro sessanta giorni dalla pubblicazione del Piano triennale o degli eventuali aggiornamenti annuali. Alla domanda devono essere allegati:
a) atto costitutivo, statuto, composizione aggiornata degli organi sociali nel caso di enti o soggetti collettivi;
b) indicazione dei beni strumentali e dell' eventuale personale disponibile e di quello occupato in base al rapporto di lavoro dipendente;
c) certificato di vigenza, per le società ;
d) relazione illustrativa dei programmi di attività ;
e) piano economico e bilancio di previsione.
6. A partire dal secondo anno di attività , la liquidazione dei contributi assegnati è subordinata alla presentazione di regolare rendiconto delle spese ammesse, relativo all' annualità precedente.
7. Le disposizioni contenute nel presente articolo con riferimento alla lingua e alla cultura sarde si applicano anche alle attività concernenti la lingua e la cultura catalana di Alghero, il tabarchino delle isole di Sulcis, il dialetto sassarese e quello gallurese.


Cosa prevede:  l’Art. 17  della legge regionale n. 26 del 1997;

Art.17 Interventi finanziari per l' attivazione di progetti formativi


1. L' Amministrazione regionale interviene con risorse proprie per sostenere la formazione scolastica degli allievi e l'aggiornamento del personale docente e direttivo nelle scuole di ogni ordine e grado, integrando i corrispondenti interventi dello Stato, a favore delle scuole che, nell' esercizio dell' autonomia didattica di cui all' articolo 4, comma 6, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e dell' articolo 21, commi 9 e 10, della legge 15 marzo 1997, n.59, svolgano attività volte a perseguire le finalità previste dall' articolo 1 della presente legge.
2. In modo specifico vengono finanziate le iniziative che abbiano lo scopo di favorire la maturazione culturale, l' esercizio del diritto allo studio, l' integrazione degli alunni nella comunità scolastica, di arricchire il livello delle competenze linguistiche e della formazione culturale dei cittadini, nel quadro degli indirizzi generali fissati ai sensi dell' articolo 18 ed in relazione ad obiettivi connessi alle esigenze locali e negli ambiti di flessibilità curriculare, attraverso progetti formativi finalizzati alla conoscenza della cultura e della lingua della Sardegna nelle seguenti aree disciplinari:
a) lingua e letteratura sarde;
b) storia della Sardegna;
c) storia dell' arte della Sardegna;
d) tradizioni popolari della Sardegna;
e) geografia ed ecologia della Sardegna;
f) diritto, con specifico riferimento alle norme consuetudinarie locali e all' ordinamento della Regione autonoma della Sardegna.


Cosa prevede: l’Art. 20 della legge regionale n. 26 del 1997;

Art.20 Sussidi all' attività di sperimentazione


1. L' Amministrazione regionale è autorizzata a finanziare le spese sostenute nelle scuole di ogni ordine e grado che, attraverso i progetti formativi di cui all' articolo 17, attuino fasi di sperimentazione fondate sui seguenti principi:
a) studio della lingua sarda nelle diverse varianti in uso nella regione, a partire dalla parlata della comunità di appartenenza;
b) studio sistematico dei vari aspetti del patrimonio ambientale, tecnologico, scientifico, artistico e culturale della Sardegna, anche mediante l' impiego della lingua sarda come strumento veicolare;
c) formulazione di programmi educativi bilingui.
2. In funzione degli obiettivi previsti al comma1, l' Amministrazione regionale è altresì autorizzata ad erogare finanziamenti diretti alla produzione e alla pubblicazione di testi scolastici o altri strumenti finalizzati all'insegnamento della cultura e della lingua sarda, nonchè all' acquisto di materiale didattico di uso individuale e collettivo.


Considerazione:

Ma non doveva essere una legge epocale e storica di riordino degli ee.ll., che attribuiva un ruolo da protagonisti e trasferiva oltre che le funzioni anche le risorse, dalle odiate Province, ai nuovi soggetti portatori di luce e benessere partecipato, cioè le unioni dei comuni?


Possiamo affermare, senza essere smentiti, esattamente l’esatto contrario.


Non più democrazia propositiva e partecipata dal basso, neanche quella scolastica, ma decisioni imposte dall’alto, potere assessoriale assoluto, tutto torna nella ghiandola pineale suprema.


Eppure, mi illudevo, fantasticando forse, che i rossi + mori, i soberani, quelli dei saldi per lo “stato loro”, almeno sulle attività inerenti la lingua del nostro popolo, avessero qualcosa da rimproverare ai manovratori del PD, cioè che si spendessero per la tutela e la dignità decisionale in capo ai territori ed alle istituzioni locali. 


Tutto è compiuto, tutto torna in Viale Trieste a Cagliari, con buona pace dei villaggi dei fuochi e delle inutili periferie.


Tutti zitti, sia in campidanese che in logudorese.

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