venerdì 12 febbraio 2016

MOGORO: Istituto da salvare



 

L'Istituto Tecnico Economico di Mogoro (ex ITC), insieme a quello di Ales, rappresentano gli unici istituti di istruzione superiore presenti nel territorio della Marmilla – Parte Montis,  un  territorio che vive da molto tempo una crisi gravissima, sociale, economica, occupazionale.
Nei primi anni 2000, la sua intitolazione ad Antonio Gramsci, avvenne su proposta  del corpo docenti, l’Amministrazione Comunale da me condotta, fu ben lieta di avvallare tale decisione, deliberando in conformità.
Ricordo perfettamente l’aspra e non certamente facile battaglia che finì sulla stampa locale e nazionale, da parte degli studenti, docenti e genitori, nei confronti del Dirigente scolastico che nel 2003, agendo in assoluta solitudine, senza coinvolgere il personale docente, interpretando restrittivamente e burocraticamente le norme, pervenne ad  una proposta di organico scandalosa, tagliando  ben tre classi, scatenando una rivolta senza precedenti, che portò ad un lungo contenzioso, nanti la Direzione Regionale Scolastica, ed all’attenzione del Ministro.
Lassenza di dialogo da parte del Dirigente scolastico con il corpo docente, gli studenti, le rappresentanze  sociali e gli amministratori locali, condizione indispensabile  per mantenere in vita e far crescere la scuola nel territorio, portò, in conclusione, all’allontanamento dello stesso Dirigente.
Per effetto di quella cattiva nomea, certamente non voluta, ma anche di altri fenomeni legati al crescente spopolamento e allo spostamento verso altre offerte formative, negli anni a seguire, si è registrata progressivamente una forte diminuzione del numero degli iscritti che ha dapprima determinato la perdita dell'autonomia scolastica dell'Istituto, faticosamente conquistata e, che ha creato gravissime conseguenze, sia sul piano sociale che educativo, sia in quello economico per questa porzione di territorio dimenticata totalmente dalla Regione e dallo Stato.
Pur di conquistare  questo importante presidio nella nostra comunità, nella mia prima consiliatura da assessore ai LL.PP, con Sindaco prof. Adriano Ghiani, riuscimmo, con sacrifici economici importanti per il nostro comune a convincere l’allora presidente della Provincia, la compianta sardista Avv. Maria Teresa Sechi, a fare un investimento rilevante, in grado di preparare i giovani del territorio al mondo del lavoro.
Attivarsi per rendere  l'Istituto di Mogoro  capace di suscitare l'interesse dei giovani del territorio per la qualità dell'istruzione fornita e impedire la loro fuga verso altri Istituti,  ritengo che per noi amministratori locali, ma anche per l’intera comunità,  debba essere, ancora oggi una delle priorità su cui lavorare.
La storia ci insegna che quando un servizio o presidio si perde, difficilmente poi lo si riconquista agevolmente. Oggi tutte le subdole  riforme Statali e regionali, nessuna esclusa, significano:  ridimensionamenti,  tagli, perdita di opportunità e servizi, licenziamenti, perdita della dignità
La Giunta Provinciale, nei primi mesi del 2015,  ha messo a disposizione dell’Unione dei Comuni, con specifica convenzione,  il plesso scolastico di Via Murenu, anche per razionalizzare le scuole dell’obbligo dei 5 comuni aderenti, determinando contestualmente, la prosecuzione  dei corsi di studio dell’Istituto Superiore, in quanto la proprietà del plesso è e rimane della Provincia, che anche nell'ambito della pessima riforma sul riordino degli EE.LL. pubblicata ieri sul BURAS e, che entra in vigore oggi, è una funzione primaria che resta tra le competenze della Provincia medesima, fino a quando (e se) verrà modificata la Costituzione.
Nell’ultimo  piano di adeguamento e dimensionamento scolastico Provinciale, approvato  dalla Regione, tale realtà e fatta salva, ma accorpata al De Castro di Oristano, in uno con Terralba, Mogoro, Ales.
Ed allora, credo che da parte di tutti,  occorra impegnarsi a svolgere ogni utile azione, per favorire nuove e vitali  iscrizioni,  per consentire che si formi quanto meno una nuova classe per il prossimo anno scolastico 2016/17,  la scadenza è fissata al 22 Febbraio 2016.
La perdita di un presidio così rilevante, dopo appena 30 anni dalla sua nascita, non sarebbe solo un danno economico e sociale ma rappresenterebbe una sconfitta severa per quanti hanno creduto e tutt’ora credono in una scuola vicina ai bisogni del territorio. 

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