domenica 11 novembre 2012

PROVINCE: Lettera al P.M.

Lettera al P.M.
Al Pubblico Ministero? No! A Paolo Maninchedda.

Paolo, un eminente professore universitario, ad un recente convegno del CAL, ci ha spiegato che il termine con il quale in gergo, si definisce l’insieme delle manovre poste in essere dal Governo, salva, cresci Italia, si riassumono in una locuzione tecnica “affamare la bestia”, dove la bestia è l’apparato della pubblica amministrazione, tutta, nel suo insieme di servizi utili e di sprechi.
Ridurre la bestia alla fame, quindi, per questi abusivi della politica, mascherati da tecnici, significa svolgere azioni concrete, come stanno di fatto facendo, per togliere tutto ciò di cui l’immondo animale ha bisogno per sopravvivere, dapprima il cibo, poi l’habitat in cui si muove, infine, quand’anche riuscisse a stenti a tirare a campare, minare le sue abitudini, utilizzando qualsiasi arma lecita o illecita.
Per quanto qui ci riguarda, l’infame animale ha, oggi, le sembianze delle Province sarde, ci aspettavamo che il guardiacaccia della suprema Corte, il 6 novembre ultimo scorso, esercitasse il suo ruolo super partes, se non altro per consentire alla bestia ed ai bracconieri un attimo di necessaria riflessione.
Quasi un regalo è parso, un tributo, nella ricorrenza del 1° anno dalla nomina di senatore a vita e a presidente del consiglio del sobrio Bocconiano, io naturalmente non ci credo, ma qualcuno ha fatto osservare: come potevano tra i 15, i 5 giudici nominati dall’uomo del Colle, sentenziare contro un decreto, poi convertito con la fiducia, voluto dall’uomo nominato dallo stesso Colle?
Ad altra data, è stato ermellinamente detto.
E neppure la guardia campestre del nostro tribunale di contrada, ha avuto il necessario coraggio, per sterminarla o mossa da umana compassione, salvarla, questa bestia. La stagione venatoria sarda continua e, come appreso dalla stampa, si chiuderà, forse, ad animale decomposto, cioè il 24 aprile 2013.
In questa settimana, all’interno del reame, si confronteranno diversi pregoni e quasi editti. Cavalieri più o meno templari lanceranno i loro guanti in nome del re o della regina. Alcuni di questi, si dice, hanno un palese interesse a radere al suolo, possibili competitori provinciali in erba, già delle prossime giostre, raduni e tornei.
Paolo, la via del buon senso, è l’unica via possibile, tenuto conto che:
1. Non si possono sciogliere organi democraticamente eletti, prima della loro naturale scadenza.
2. Qualsiasi nuova architettura istituzionale, non può esplicare i suoi effetti, se non a decorrere dalla prossima consiliatura.
3. La nomina di commissari comunque denominati o l’esautorazione degli esecutivi, determinerà ricorsi giurisdizionali il cui esito, a detta di tutti i costituzionalisti, è perlomeno incerto.
4. Attendere prudenzialmente il pronunciamento della suprema corte anche in ordine al tipo di elezione, e del ricorso UPS al Tribunale sull’ammissibilità dei quesiti referendari, è una necessità e non solo una possibilità, indipendentemente dal clima di frettolosa ansia, che ha partorito la L.R. 11/2012.
Tutte le altre strade portano a maggiore confusione, cessazione di servizi in essere, impreparazione, costi aggiuntivi, caos ed anarchia insorgente.
Paolo, di bestie da affamare ce ne sono tante e zoologicamente diverse, purtroppo molte di queste che hanno sempre la tana in via Roma 25, nel Villaggio di Sant’Efisio martire, hanno impiantato delle androidi plastiche facciali.
piapiapia

Nessun commento:

Posta un commento