domenica 18 novembre 2012

Lettera ai consiglieri regionali della Sardegna




Spettabile consigliere regionale della Sardegna;

Puoi e devi evitare, nelle prossime settimane, l'ingiustizia antidemocratica e incostituzionale, di commissariare dal 01 Marzo 2013 le Province della Sardegna, sciogliendo anticipatamente gli organi democraticamente eletti, secondo il disegno politicamente miope e folle di alcuni, che dentro le province, hanno costruito ieri, riciclandosi oggi, le loro fortune elettorali.

Mi chiedo, come avresti reagito tu, se con un decreto o una legge, avessero sciolto il consiglio regionale. Come ti sentiresti se ti sciogliessero a metà mandato, alla stessa stregua di una infiltrazione mafiosa, eppure, nei nostri Enti non ci sono impedimenti gravi, ne deceduti, ne abbiamo compiuto atti contrari alla costituzione, anzi, molti di noi sono amministratori capaci.

Sicuramente avresti invocato al colpo di stato, al golpe, avresti urlato, chiamando alla rivoluzione ed a raccolta in piazza il popolo sovrano, per tutelare l'autonomia e l'istituzione tradita, offesa nei suoi organi democratici.

Ti confesso, che ho come la sensazione, e mi pare di non essere il solo, che dietro questa iper attività di alcuni, in fondo in fondo non ci sia, la volontà di semplificare, razionalizzare o perseguire risparmi, che in concreto non ci saranno mai, neppure  a livello nazionale, ma semplicemente un malcelato personale tornaconto, e la volontà di radere al suolo tutti i possibili competitori e concorrenti, che in qualche misura possono insidiare gli scranni di via Roma 25. Tanti vivono di fobie e paure.

In ogni caso, a te e solo a te spetta legiferare, ma quantomeno, in una fase di confusione ed incertezza, se vuoi, puoi quantomeno contemperare gli effetti nefasti, conseguenti all'evidente blocco dei servizi, all'incertezza ed alla confusione che si determinerà in materia di appalti ed opere pubbliche, nei pagamenti, nei rapporti giuridici e contrattuali etc., per non parlare degli insorgenti ricorsi giurisdizionali che consiglieri, assessori, e presidenti avvieranno, nelle diverse sedi, per l'ottenimento di una giustizia, ancora molto attesa, ma sinora negata. Chissà, come si esprimeranno la Corte Costituzionale, e il Tribunale di Cagliari.

In tal senso, prudenzialmente, sottopongo alla tua attenzione e ti evidenzio, una previsione di norma transitoria,  da inserire nel documento esitato in prima commissione, quando questo arriverà nell’aula per la sua approvazione, se ne ravviserai l'opportunità, potrai sostenerla, oppure no.
Dal mio punto di vista, è una evidente, scontata necessità.

Aristanis, 18.11.2012
Salludu a tottus cun stima, Gpia.           Gianni.pia0@gmail.com



(Omissis)


Norme transitorie

1. Gli organi delle otto province, legittimamente eletti, rimangono in carica fino alla scadenza naturale dei rispettivi mandati amministrativi.

2. Fino alla scadenza naturale degli organi elettivi si applicano, gli artt. 47 e 48 del D.Lv. 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico dell’ordinamento sugli enti locali) e le norme degli statuti provinciali vigenti.

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