lunedì 26 novembre 2012

COMUNI: fusione volontaria

Vi invito a leggere questa interessante iniziativa, che su base volontaria, tende alla razionalizzazione dei costi ed all'ottenimento di vantaggi  concreti per i cittadini, consistenti in economie di scala e semplificazione amministrativa e degli apparati.

Credo che sia il caso, che esempi del genere, possano essere presi in seria considerazione anche nei nostri territori, attraverso norme di Legge, specifiche e concrete,  tese a porre in essere politiche incentivanti su base economica e infrastrutturale, basate sul reciproco interesse e su base volontaria da parte delle popolazioni, tramite referendum consultivi. 

Per esempio, potrebbe costituirsi un fondo, aggiuntivo al fondo unico, che nel favorire le fusioni tra 2 o più comuni limitrofi e confinanti, determini un trasferimento finanziario di vantaggio, aggiuntivo, e un canale privilegiato in materia di opere di infrastrutturazione, eventualmente con parametri connessi agli indici di spopolamento, ma che consideri anche l'indice di  disoccupazione, stato di crisi e/o disagio sociale.

Insomma un passo oltre le unioni dei comuni o le semplici associazioni o convenzioni settoriali o tematiche, che impegni le comunità, almeno per un periodo minimo di 20 anni, al termine del quale, sempre attraverso la consultazione dei cittadini, il processo possa essere rivisto.

Ma i nostri (?) Legislatori Regionali che dovevano riformare e che non hanno riformato un bel niente, per nuovo ordinamento degli Enti Locali, oramai hanno un solo chiodo fisso, la distruzione e la cancellazione Incostituzionale delle Province. piapiapia

Cinque comuni bolognesi verso la fusione volontaria
 
In Valsamoggia 5 comuni si sono espressi sull’ipotesi di fusione in un unico ente municipale. Il risultato del referendum consultivo è stata una vittoria dei sì, quindi ieri, non si sono tenute solo le primarie per il candidato premier del centrosinistra. In Valsamoggia, provincia di Bologna, infatti, gli aventi diritto al voto di 5 Comuni si sono espressi sull’ipotesi di fusione in un unico ente municipale. 

Il risultato del referendum consultivo, è stata una vittoria dei sì, seppure non nettissima, con il 51,47% dei voti, pari a 5.731 voti, contro i 5.404 pareri negativi, per un’affluenza di poco al di sotto del 50%. Le località interessate erano quelle di  Bazzano, Crespellano, Savigno, Castello di Serravalle e Monteveglio, che coprono una superficie pari a 178 chilometri quadrati per poco meno di 30mila abitanti complessivi

Si tratta di una consultazione, nel suo piccolo, storica, perché per la prima volta alcuni enti limitrofi votano per unirsi e non per dividersi. Nel periodo attuale, con la difficoltà che sta incontrando la riforma delle Province ad andare in porto, siamo di fronte, indubbiamente, a una novità di respiro nazionale. 

Mentre,infatti, alcuni enti fanno le barricate contro i tagli, magari minacciando la chiusura del riscaldamento negli edifici scolastici, o, più banalmente, facendo ricorso al solito, immancabile campanile, alcuni piccoli, semi-sconosciuti Comuni vanno controcorrente e decidono di mettere insieme le proprie forze. I sì hanno prevalso a Monteveglio (59,03% contro 40,97%), Crespellano (57% contro 43%) e Castello di Serravalle (51,74% contro 48,26%). Non tutti, però, hanno mostrato piena concordia nella proposta: il no alla fusione è infatti arrivato da Bazzano (58,52%) e Savigno (56,75%). Il referendum della Valsamoggia fungerà anche da laboratorio per quei piccoli uffici che vengono spesso tirati ne l calderone dell’accorpamento dei servizi. 

In particolar modo, spesso si dibatte sull’efficienza delle Comunità Montane ancora esistenti, o, ancora, se Comuni periferici, soprattutto di zone collinari o montuose, non debbano accorparsi per spendere meglio le poche risorse di cui si trovano a disporre. 

 Il coraggio dei cittadini della Valsamoggia, d’ora in avanti, farà da banco di prova: se migliorerà l’efficienza dei servizi e i cittadini ne avranno beneficio, allora, potrebbe innescarsi un effetto domino per altre situazioni analoghe, tutt’altro che rare nel nostro Paese. Ora, a ratificare l’annessione dei cinque enti, toccherà però all’Assemblea regionale: quello di ieri era, infatti, un referendum consultivo, il cui parere è da intendersi non vincolate e, per questa ragione, non esigente del quorum. Ind ubbiamente, i cittadini hanno espresso una volontà chiara, di cui ora la Regione è chiamata a tenere conto, istituendo, con ogni probabilità, il nuovo super-Comune al confine tra le attuali province di Bologna e Modena.

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