sabato 10 settembre 2016

RFI, aria doc e la stampa

La vicenda del semivagone vuoto ed interdetto ai passeggeri di cui ho riferito ieri, vedi:
è stata ripresa dalla stampa locale, che ringrazio di cuore per la puntuale attenzione.
Infatti, come sempre piu spesso accade, oramai la gente, che peraltro è stata inesorabilmente abituata a subire passivamente tutto e non solo le disfunzioni, che possono sempre capitare, ma anche la continua e lenta erosione di diritti primari, de-rubricati alla voce "guasti tecnici", ma che sono, talvolta, frutto della evidente incapacità organizzativa e dell'indolenza di pochi responsabili.

Ho ritenuto giusto, ancora una volta, evidenziare quanto successo, anche perchè deve restare documentalmente provato, un fatto, che per i più, certamente passa per pura normalità, ma che dimostra, quanta poca o scarsa considerazione ci sia, da parte di RFI, per la dignità e le attività dei cittadini pendolari.

Come ha riportato l’argomento linkoristano




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Come ha riportato l’argomento l’unionesarda




Ecco gli articoli sul cartaceo 




venerdì 9 settembre 2016

RFI e trasporto aria Oristanese doc


Anche oggi, ma stavolta di Venerdì 9 settembre, la storia per molti pendolari su treno RFI, inesorabilmente si ripete.

porta sbarrata e siggillata
avviso cartaceo

40 posti vuoti, con trasporto aria di Oristano doc
Il treno Or-Ca delle 7.30, pur disponendo di 3 vagoni, presentava sin dalla partenza, una carenza strutturale e logistica a danno degli utenti, infatti, come sempre più spesso ho modo di segnalare, una parte dell’ultimo vagone di coda, cioè l’ultimo scompartimento, era di fatto interdetto ed inagibile.

Evidenzio, che non è trascorso molto tempo dalla mia ultima segnalazione pubblica, cioè quella dell’11 luglio 2016, che peraltro era solo l’ultima lamentela in ordine temporale. http://www.linkoristano.it/prima-categoria/2016/07/11/98534/#.V9JlR61GRop
 
Oggi, invece, qualora la vicenda (chissà) possa incidentalmente interessare i vertici di RFI/Seglias e RAS/Deiana, l’ultima porta ubicata sul lato sx dell’ultimo vagone, direzione Cagliari, risultava sbarrata dall’esterno e dall’interno con delle tavolette di legno (mascelle da costruzione edile- in gergo sottomisure), poste in diagonale e legate tra di loro con il fil di ferro (sempre da carpenteria edile).

All’interno, cioè sul pianerottolo di entrata/uscita, il problema era prontamente segnalato con una bandierina rossa (tipo mare forza 5 – vietato entrare in acqua), legata ed infissa ortogonalmente ad un bastone, verosimilmente appartenente ad una ex scopa, posto in orizzontale e fissato ai maniglioni interni in tubolare.
 
È del tutto evidente che non si ravvisa nessuna responsabilità in carico al personale addetto alla conduzione ed al controllo del treno, il quale ha segnalato ai viaggiatori il problema.
 
Tuttavia, ai passeggeri in piedi, che pur hanno chiesto di potersi accomodare nei 40 posti liberi assumendosene la personale responsabilità in ordine alla permanenza, posto che al di la “dell’inconveniente della porta opportunamente sbarrata e sigillata”, non sussistevano altri gravi motivi di sicurezza, seppur a loro richiesta, non gli è stato consentito di poter accedere al semivagone, che infatti, è arrivato a Cagliari pieno d’aria fresca Oristanese doc, al binario 8.
 
Non è stato possibile, neppure quando si è giunti a destinazione, documentare e fotografare la porta sbarrata, sulla fiancata esterna del vagone, in quanto (strana coincidenza), la fermata d’arrivo, nella fattispecie, è stata eseguita sul mitico binario 8, mentre di norma avviene sullo storico binario 1, con uscita lato sx. 

La fermata eseguita sul binario 8, invece, prevede la discesa passeggeri esclusivamente sul lato dx, posto che la stessa, sul lato opposto, ha un marciapiede recintato e quindi inaccessibile ed interdetto al pubblico transito.
 
In ogni caso, la domanda di rito che la gente si pone, ma che credo debba essere istituzionalmente rivolta sia all’ Assessore Prof. Massimo Deiana che all’Ing. Daniele Seglias, è, se in ordine a quanto evidenziato, non ritengano sia forse giunto il tempo, che i vagoni che ripetutamente RFI, pagati dalla RAS, che scorazzano sempre più spesso, obbligatoriamente vuoti, su questa tratta mattutina, trovino la necessaria e risolutiva sistemazione, anche al fine (posto che si paga un biglietto per viaggiare seduti) di alleviare il dolore agli arti inferiori e non solo, dei passeggeri più anziani, ed evitare di dover sentire le irripetibili imprecazioni mattutine, proferite ambosessi, dai più irosi, nei confronti dei vertici RAS e di RFI, da loro rappresentati.

mercoledì 31 agosto 2016

LA STORIA SI RIPETE - (Statutaria Regionale 2008 – Modifiche alla Costituzione 2016)


LA STORIA SI RIPETE
(Statutaria Regionale 2008 – Modifiche alla Costituzione 2016)

 

Sull’imminente (?) referendum sulla riforma Costituzionale del prossimo Novembre, permane ancora una forte incertezza, in quanto il Presidente del Consiglio, non ha ancora decretato la fatidica data di svolgimento, atto propedeutico per l’attivazione dei provvedimenti amministrativi necessari, tuttavia, nell’attesa, in questa ripresa post ferie estive, si iniziano ad affilare ogni tipo di armi bianche, sia corte che lunghe.

Come nel caso del referendum confermativo sulla legge Statutaria, tenutosi ben 9 anni fa, cioè il 22 ottobre 2007, che secondo i molto male informati di allora, non raggiungendo il quorum (erroneamente inteso e millantato) del 33,3%, lasciava valide le statuizioni partorite dalla Giunta Soru, cioè le norme contenute nel voto favorevole del Consiglio regionale, espresso a maggioranza assoluta dei suoi componenti, che in concreto si rivelò una pagliacciata, oggi, le precondizioni sono praticamente similari, se non identiche.

Voglio rammentare, solo a chi probabilmente lo ha dimenticato, che allora, l'affluenza si fermò, al 15,57%.

Nelle 1.793 sezioni aperte in tutta la Sardegna si presentarono 228.439 votanti, su un totale di un milione 466mila 701 aventi diritto.

Il 32,08% si pronunciò per il SI, cioè per l'approvazione della legge, mentre il 67,91% diede parere negativo, votando per il NO.

Le schede bianche furono poche, 1.120, le nulle 1.656.

“Solo il 15 per cento dei sardi – commentarono autorevoli esponenti della Giunta regionale di CSX (mentendo sapendo di mentire), ha partecipato al referendum, che resta perciò valido per il non raggiungimento del quorum (pur di confondere le acque).”

I cittadini, disse il CSX ed i Soriani, "non hanno premiato una campagna referendaria del NO che ha privilegiato i toni apocalittici e i pericoli di derive antidemocratiche, riducendo la complessità della legge ad un referendum sul Presidente della Regione.”

“Il voto, proseguirono, consente la promulgazione della Statutaria, rilancia il processo riformatore interrotto con l'indizione del referendum e crea le condizioni perché il Consiglio regionale e la Giunta, con il coinvolgimento più ampio possibile, possano affrontare i temi ineludibili del nuovo Statuto di autonomia, la legge di organizzazione e la legge elettorale. Anche l'opposizione di centrodestra, vanificato l'uso palesemente strumentale del suo No alla legge Statutaria, è ora chiamata a misurarsi sul merito dei provvedimenti di riforma ad iniziare dalla riscrittura dello Statuto".

Tutti però, sappiamo come andarono in realtà le cose.

Nonostante la forzatura, che portò alla promulgazione della Legge da parte di Soru, il quale arbitrariamente, la riteneva approvata dal corpo elettorale, la Corte Costituzionale con sentenza N. 149 del 4 - 8 maggio 2009, dichiarò inammissibile il conflitto di attribuzione sollevato dallo Stato nei confronti della Regione Sardegna limitatamente alla parte relativa alla denunciata incompatibilità con l'art. 15 dello statuto sardo della normativa regionale in base alla quale è stato emanato l'atto di promulgazione della legge statutaria della Regione Sardegna 10 luglio 2008, n. 1 (Disciplina riguardante la forma di governo e i rapporti fra gli organi, i principi fondamentali di organizzazione e di funzionamento della regione, l'esercizio del diritto di iniziativa popolare e i referendum regionali, i casi di ineleggibilità e incompatibilità alla carica di presidente della regione, consigliere regionale e assessore regionale), infine dichiarò, che non spettava al Presidente della Regione Sardegna procedere alla promulgazione della suddetta legge statutaria della Sardegna n. 1 del 2008, annullandone, conseguentemente, per l'effetto, la promulgazione medesima. 


In altre parole, se ci fosse stata una maggioranza qualificata dei 2/3, non si sarebbe dato luogo al referendum confermativo.


Invece, mancando questo presupposto essenziale, la tipologia giuridica del referendum confermativo della Statutaria, che è di rango Costituzionale, non necessitava e non necessita di quorum, ne del 33,3%, ne del 50,1%, ma il voto e quindi l’esito è valido, indipendentemente dal numero reale dei partecipanti.

È proprio ciò che sta avvenendo per la riforma Costituzionale, (la storia si ripete) con precondizioni similari, se non identiche.

Perché?

Renzi, oggi, come allora Soru, dichiara di metterci la faccia, e giura, che si dimetterà da presidente del Consiglio e quindi da capo del Governo, nel caso la riforma (secondo lui di proporzioni storiche e bibliche) non dovesse passare, salvo però ripensarci, alla luce dei sondaggi che non lo soddisfano, ritrattando tutto.

L’impronta politica, che si è data, ieri come oggi, ancora una volta tende a fare leva, non tanto nel merito e/o per le ragioni contenute nelle norme che si intendono modificare, ma confidando sulla fidealizzazione e l’appartenenza ad un gruppo o ad un ideale, che è quello di personalizzare tutto sul “Leader”, in pratica legando le sorti ad un messaggio del tipo: se cade il capo, cade tutto, anche quello che abbiamo conquistato sino ad oggi; se vuoi che il tuo partito si rafforzi ed abbia sempre più potere, fai come ti diciamo noi.

Voglio rasserenare l’elettore-lettore, qualora permanesse in lui un convincimento di debolezza o peggio di inefficacia del suo voto, sulla forte opportunità e validità, che mai come in questo caso rappresenta un voto forte e utile, proprio per le materie trattate, che attengono come è noto ai principi fondamentali della Costituzione, che non possono essere, come in questo caso, palesemente modificati in peggio, sull'errato presupposto della velocità e rapidità delle risposte legislative, e non già sulla qualità ed i contenuti delle leggi necessarie al popolo.

Nel merito, soprattutto per quanto attiene agli argomenti peggiorativi per il Popolo Sardo e per la salvaguardia e la tutela degli interessi della nostra isola, elementi contenuti nella proposta di riforma, mi soffermerò con un apposito e successivo post. 


In sintesi, il prossimo referendum confermativo sulla riforma Costituzionale, così come per la Statutaria, perciò, non ha bisogno di quorum, chiunque andrà a votare con qualsiasi numero di votanti, sarà valido e deciderà le sorti della pseudo riforma, anche se in questa circostanza, ne lui ne il suo governo, ne l’ex Presidente della Repubblica, potranno invocare l’astensione, come hanno (arrogantemente) fatto in occasione del recente referendum sulle trivelle, tutt’altro, ora devono disperatamente convincere i cittadini nell’andare a votare.

È quello che faremo noi Sardi liberi, indipendentemente dall'appartenenza politica, tutti, sicuramente lo faremo noi sardisti del Partito Sardo d'Azione, nessuna astensione, la vicenda ci riguarda molto da vicino, porteremo quanta più gente possibile ai seggi, per votare convintamente con un NO a questa deriva, che non porta nessun elemento di semplificazione nella formazione delle Leggi, anzi, ne dilata “sine die” i tempi, non elimina il Senato ne i relati costi finanziari, riduce i poteri del titolo V, previsti per le regioni a Statuto Speciale, mortificandole ed accentrando in capo al Governo nazionale numerose materie di legislazione concorrente, per le quali sono stati necessari oltre 50 anni di attesa, ed arrivate solo in minima parte nel 2001. 

Voteremo NO, per non tornare indietro nella storia.

Voteremo No per tutelare la democrazia e la partecipazione popolare.

giovedì 11 agosto 2016

Mozione Angelo Carta su: “Revamping del termovalorizzatore per rifiuti urbani di Macomer”.



Qui di seguito, pubblico, la mozione presentata ieri 10 Agosto, e in attesa di registrazione, da parte dell'On. Angelo Carta, consigliere e Capogruppo del P.S.d'Az in consiglio Regionale, inerente l’intervento di “Revamping del termovalorizzatore per rifiuti urbani di Macomer”.
 
 SU TOSSILO DI CHI E' OSTAGGIO LA GIUNTA REGIONALE?
Per conoscere la storia giudiziaria e politica del famigerato revamping dell'inceniritore di Tossilio invito a leggere la mozione che ho depositato oggi dove faccio un breve riepilogo.
Le considerazioni espresse in quella mozione sono tutte derivate dal comportamento ingiustificabile della Giunta Regionle che infischiandosene del parere del Consiglio Regionale ha deciso di proseguire imperterrita nell'iniziativa addirittura bloccata, non da un comitato, non da un cittadino, non dal Consiglio Regionale, bensì dal TAR.

Perchè? Di chi è ostaggio la Giunta Regionale della Sardegna? a chi deve questo revamping bocciato dalla magistraturae non voluto dai cittadini?

A queste domande il Presidente Pigliaru dovrà rispondere in Consiglio Regionale e spiegare e giustificare, se riesce,  questo assurdo comportamento.
Questa è la mozione depositata il 10 agosto 2016
 CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA
MOZIONE N. ___

MOZIONE Carta Mario Angelo Giovanni sulla necessità di stralciare dal “Patto per la Sardegna” l’intervento di “Revamping del termovalorizzatore per rifiuti urbani di Macomer” e di riconvertire le corrispondenti somme in azioni mirate a combattere lo spopolamento dei piccoli centri della Sardegna, nonché al reimpiego dei lavoratori attualmente impegnati presso gli impianti di termovalorizzazione e termodistruzione dei rifiuti. 

***************
IL CONSIGLIO REGIONALE
 PREMESSO CHE
  • con il ricorso numero di registro generale 819 del 2015, integrato da motivi aggiunti, proposto dall’Unione dei Comuni della Barbagia, dal Comitato Non bruciamoci il futuro di Macomer, dall’associazione Zero Waste Sardegna e dal Comune di Nuoro i ricorrenti hanno impugnato la deliberazione con cui la Giunta regionale ha confermato l’autorizzazione integrata ambientale rilasciata successivamente dalla Provincia;
  • col ricorso in questione, i ricorrenti hanno chiesto l’annullamento dell’Autorizzazione Integrata Ambiente (A.I.A.) rilasciata al Consorzio Industriale di Macomer dalla Provincia di Nuoro, determinazione n. 1289 del 29 luglio 2015 del Settore Lavori Pubblici-Protezione Civile-Ambiente, nonché delle precedenti determinazioni della Provincia di Nuoro nn. 1964 del 25.06.2010, 1446 del 26.07.2013, 1693 del 12.09.2013, 1377 del 11.07.2014, 1878 del 3.10.2014, 712 del 10.04.2015 e 1247 del 24.06.2014, tutte concernenti il rilascio ed il rinnovo dell'A.I.A. al Consorzio Industriale di Macomer;
  • col ricorso in questione è stato chiesto altresì l’annullamento della nota prot. 14383 del 1.08.2014 con la quale la Provincia di Nuoro ha avviato il procedimento ai sensi dell'art. 29-quarter comma 3 del D.L.vo 152/2006 nonché del provvedimento di conclusione della Conferenza di Servizi, della determinazione della Provincia di Nuoro n. 2003 del 21.10.2014 e della nota prot. 17769 del 6.10.2014 della Provincia di Nuoro;
  • col ricorso in questione è stato chiesto ancora l’annullamento della Deliberazione della Giunta Regionale n. 12/39 del 27.03.2015 mediante la quale è stato espresso il giudizio positivo sulla compatibilità ambientale dell'intervento "Realizzazione di una nuova linea di termovalorizzazione da 30 MWt presso il sistema di trattamento rifiuti di Macomer Tossilo - proposto dal Consorzio Industriale di Macomer. Procedura di VIA", della nota prot. 9652 del 20.05.2015 con la quale il Comune di Macomer ha espresso parere favorevole all'intervento, della Conferenza di servizi decisoria provinciale, il cui esito è stato favorevole alla modifica sostanziale dell'A.I.A. per la costruzione e l'esercizio di una nuova linea di termovalorizzazione da circa 30 MWt (non conosciuta);
  • col ricorso in questione è stato chiesto inoltre l’annullamento della nota prot. 12576 del 5.06.2015 del Servizio sostenibilità ambientale, valutazione impatti e sistemi informativi ambientali (SAVI), della nota prot. 1307 del 19.06.2015 del Servizio sostenibilità ambientale, valutazione impatti e sistemi informativi ambientali (SAVI), della nota prot. 13745 del 22.06.2015 del Servizio sostenibilità ambientale, valutazione impatti e sistemi informativi ambientali (SAVI), della Deliberazione della Giunta regionale Sardegna n. 12/22 del 25.03.2010 e della Deliberazione della Giunta regionale Sardegna n. 39/32 del 23.09.2011, della nota ASL Nuoro prot. PG/2015/0011100 del 4 marzo 2015, del parere dei Vigili del Fuoco; di tutti gli ulteriori provvedimenti, atti o pareri istruttori cha hanno determinato e sostenuto il provvedimento definitivo di A.I.A. del 29.07.2015 e il provvedimento di V.I.A.;
  • con i MOTIVI AGGIUNTI, infine, depositati il 3 dicembre 2015, è stato infine chiesto l’annullamento del permesso di costruire comunale n. 32 del 27.10.2015, relativo alla realizzazione di una nuova linea di termovalorizzazione da 30 MWt presso il sistema di trattamento rifiuti di Macomer, rilasciato dal Dirigente del settore tecnico del Comune di Macomer al Consorzio per la Zona Industriale di Macomer;
  • con l’Ordine del Giorno n. 41, approvato all’unanimità dal Consiglio regionale nella seduta del 13 maggio 2015, si impegnava la Giunta regionale affinché “prima di intervenire in materia di gestione dei rifiuti, compresi i procedimenti su Tossilo, ponesse in essere tutti gli adempimenti per l’effettuazione di campagne di monitoraggio sullo stato di salute della popolazione nell’area del Marghine, nonché su opportuni indicatori biologici, come peraltro previsto nella Deliberazione della Giunta regionale n. 12/39 del 27 marzo 2015 e a dare corso in maniera celere all’aggiornamento del Piano Regionale in materia di gestione di rifiuti e a porre in essere in tempi rapidi il disegno di legge sul sistema di governo dei rifiuti”;
ACCLARATO CHE
  • con la Sentenza del TAR Sardegna n. 00629/2016 il ricorso n. 819/2015 è stato accolto ed è stato determinato l’annullamento degli atti impugnati, in primis il provvedimento conclusivo di AIA, nonché gli atti presupposti e endoprocedimentali che implicano l’avvenuta violazione delle previsioni pianificatorie regionali inerenti la tipologia e la caratterizzazione dell’impianto, il quale dovrebbe avere una funzione meramente provvisoria e transitoria;
  • con la suddetta sentenza è stato dato ordine di immediata esecuzione della stessa da parte dell’Autorità amministrativa;
CONSIDERATO CHE

in data 29 luglio 2016 il Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi ed il Presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru hanno firmato a Sassari il "Patto per lo sviluppo della Regione Sardegna - Attuazione degli interventi prioritari e individuazione delle aree di intervento strategiche per il territorio” ossia un accordo che prevede una somma destinata alla Sardegna pari a circa 2,6 miliardi di euro da investire in azioni atte a superare gli svantaggi dell’insularità;
RILEVATO CHE

tra le voci presenti nell’Allegato “Scheda interventi” del suddetto patto di sviluppo, sotto la colonna “Assi di Intervento”, alla voce “Sviluppo economico e produttivo” è riportata la sottovoce “Revamping del termovalorizzatore per rifiuti urbani di Macomer” individuato quale “Completamento intervento”, come meglio specificato nella colonna “Obiettivo patto al 2017”;

CONSIDERATO ANCORA CHE
  • il "Patto per lo sviluppo della Regione Sardegna - Attuazione degli interventi prioritari e individuazione delle aree di intervento strategiche per il territorio” ed il relativo Allegato “Scheda interventi” non paiono tenere conto della sentenza immediatamente esecutiva del TAR Sardegna n. 00629/2016;
RISCONTRATO CHE

la Giunta regionale, anche nei giorni successivi alla firma del suddetto "Patto per lo sviluppo della Regione Sardegna - Attuazione degli interventi prioritari e individuazione delle aree di intervento strategiche per il territorio” non ha rilevato tale incongruenza, né ha dato comunicazione ufficiale al Consiglio regionale di voler intervenire a sanare questo aspetto;
  • la Giunta regionale ha, in tal modo, ulteriormente disconosciuto totalmente la volontà del Consiglio regionale così come espressa nell’Ordine del Giorno n. 41/2015;
CONSIDERATO INFINE CHE

il TAR Sardegna ha evidenziato, anche in linea tecnica, tutte le motivazioni che ostano alla realizzazione dell’impianto di Macomer, sia in termini di sostenibilità economico-finanziaria, che di reale fabbisogno, configurandosi il revamping come un potenziamento dell’impianto, sviando quella che era la volontà del programmatore regionale, che aveva concepito la sopravvivenza di Tossilo al solo fine di consentire l’espletamento di funzioni meramente temporanee, determinando invece la creazione di un vero e proprio “terzo polo”, idoneo ad operare “a regime” e non in via meramente transitoria, come prospettato in sede pianificatoria;

impegna il Presidente della Regione Sardegna e la Giunta regionale

1) affinché venga data immediata attuazione alla sentenza del TAR Sardegna n. 00629/2016;
2) affinché si desista da qualunque intenzione di ricorrere al Consiglio di Stato ai fini dell’annullamento della suddetta sentenza n. 00629/2016;
3) affinché si richieda immediatamente al Governo nazionale di stralciare dal "Patto per lo sviluppo della Regione Sardegna - Attuazione degli interventi prioritari e individuazione delle aree di intervento strategiche per il territorio” e dal relativo Allegato A “Scheda interventi” la voce “Revamping del termovalorizzatore per rifiuti urbani di Macomer” individuato quale “Completamento intervento” e qualunque riferimento all’intervento stesso;
4) affinché gli importi corrispondenti alla voce “Revamping del termovalorizzatore per rifiuti urbani di Macomer” vengano comunque mantenuti per la Sardegna e destinati alla creazione di nuove attività lavorative nelle zone interne dell’Isola e nei piccoli centri maggiormente colpiti dallo spopolamento, nonché al reimpiego dei lavoratori attualmente impegnati presso gli impianti di termovalorizzazione e termodistruzione dei rifiuti in altre attività economiche legate ai centri di riciclo già esistenti ed attivi nel territorio regionale o in settori analoghi o ancora, in carenza di posti disponibili, in comparti che verranno individuati;
5) a riferire urgentemente in Consiglio regionale sulla vicenda Tossilo.
 Cagliari, 10 agosto 2016
 f.to On.le Mario Angelo Giovanni Carta


Questi sono i link, del Patto sottoscritto e del quadro delle risorse stanziate.
Previsioni trite e ritrite, che ri-compaiono, da tempi immemorabili, ogni qualvolta c'è da traghettare l'opinione pubblica sugli effetti speciali, di norma pre-elettorali, ovvero nell'immediato pre-referendum sulla riforma Costituzionale, quello che determinerà il ritorno a casa di #Renzie, il rottamatore mancato.

Ecco il Patto:  Governo-Regione Sardegna
http://www.governo.it/sites/governo.it/files/Patto_Regione_Sardegna.pdf

Questa la scheda degli interventi previsti nel patto
http://www.governo.it/sites/governo.it/files/Scheda_Interventi_Patto_Regione_Sardegna.pdf


mercoledì 3 agosto 2016

Agiudu torrau?

 
Questa la LEGGE REGIONALE 2 AGOSTO 2016, in attesa di pubblicazione sul BURAS.
Reddito di inclusione sociale. Fondo regionale per il reddito di inclusione sociale – “Agiudu torrau”
Tralasciando l'impianto della legge, che individua nei PLUS, una serie di attività che già svolgono in sintonia con i Comuni, mi pare che l'articolato non dica nulla di nuovo, ma che sia, piuttosto, improntato maggiormente a conquistare spazi mediatici che alla ricerca di nuovi strumenti di maggior operatività ed efficienza.
E' del tutto evidente, che ci si vuole solo appuntare medagliette di appartenenza, forse anche per strappare, sulle stesse tematiche, primogeniture ad altri movimenti Nazionali.
In concreto, tuttavia, si rimodulano risorse, che di fatto erano già disponibili nella finanziaria 2016, per le medesime finalità, che dovevano già essere state impegnate, mentre invece sono sempre ferme, per inerzia della medesima regione.
Il titolo, peraltro, a mio avviso, contiene un concetto di puro sviamento della realtà.
Mi hanno insegnato, ma in tal senso, ho anche esperienza diretta, che nel vivere quotidiano del Popolo Sardo, il termine "S'axjudu torrau", è un tipo di contratto verbale, basato sulla fiducia reciproca e sulla parola, in uso sopratutto nel mondo agro-pastorale, ma anche in altri settori, per esempio, nell' edilizia in economia diretta.
In sostanza, "sa giornada" (la giornata di lavoro), "torrada" (restituita), consiste nel prestare (alla pari), la propria attività lavorativa ad un amico, parente o conoscente, per esempio, andando a zappare o a vendemmiare nella sua vigna, per ricevere in cambio analoga prestazione, avente la stessa durata e consistenza, o comunque equivalenza economica o utilità.
In ordine al dettato espresso nel titolo, in questa leggina, non è chiaramente rinvenibile ne individuabile, nemmeno per estensione, il concetto suddetto.
Il concetto di "axjudu torrau", è connesso alla concretezza pratica del fornire un servizio concordato, per riceverne in cambio uno identico, analogo o simile.
Un patto tra galantuomini, storicamente praticato anche dalle donne, nelle faccende legate ai rispettivi ruoli.
Non capisco come il reddito di inclusione sociale, finalizzato all'impegno a svolgere un programma, per contrastare l'esclusione sociale determinata da assenza o carenza di reddito mediante erogazione di un sussidio economico ai nuclei familiari in condizione di povertà, sia da considerarsi "axjudu torrau".
Per analogia, il Baratto amministrativo, risponde sicuramente meglio a questo assunto:
in altre parole, io, non posso pagarti le tasse o i tributi comunali, quindi svolgo per tuo conto, dei lavori concordati con te Comune, per un importo equivalente, tu, in cambio mi abbuoni il corrispondente valore.
E' un preciso dovere dello Stato e delle sue strutture, aiutare i propri cittadini a superare la propria condizione di povertà, ponendolo in condizione di accedere ai beni essenziali, partecipando dignitosamente alla vita sociale, agevolandolo, al fine di poter disporre di un reddito sufficiente a garantirgli la dignità e il diritto alla felicità della vita.
Nudda de nòu asutta de su sòbi de su mes'è Austu!
Tuttavia, in questi tempi moderni ma oscuri più del medioevo, nel terzo anno dell'era Renziana, occorrerebbe maggiore prudenza e prestare tanta attenzione anche nell'uso dei termini e del linguaggio.
Sull'argomento, infatti, gli organi di vigilanza e gli ispettori del lavoro, in diversi casi concreti, hanno eccepito che "la presunta e non provata occasionalità della giornata gratuita, prestata da amici o conoscenti", fosse ascrivibile alla precisa volontà di evadere le norme sulla somministrazione del lavoro dipendente, configurando di fatto, una sorta di evasione contributiva e previdenziale, in altre parole, di lavoro nero. Sarebbe il massimo del paradosso, per i proponenti dell'iniziativa della leggina, i quali, notoriamente sono abbastanza rossi.
Lascio a voi tutte le considerazione nel merito.
Ecco il link
http://www.consregsardegna.it/XVLegislatura/Leggi%20approvate/lr2016-18.asp

https://www.dropbox.com/s/pr4g2sonomk7k8r/83.L005%20%28reddito%20cittadinanza%29.doc?dl=0