lunedì 28 novembre 2016

autentica firme e rappresentanti di lista



Ho comunicato, nella mia qualità di consigliere comunale, ai sensi delle leggi vigenti in materia, la mia disponibilità al comune di Mogoro, a svolgere l’autenticazione delle firme per ogni tipo di elezione o proposte di disegno di legge, referendum propositivo o abrogativo.

Pertanto, posto che l’autenticazione delle firme, è un servizio di carattere generale che va svolto nei confronti di tutti i soggetti che ne facciano richiesta, adempimento che il consigliere comunale può svolgere, semplicemente comunicandolo al Comune di appartenenza;

Per quanto qui interessa, posto che come molti sanno, ho da tempo aderito al comitato trasversale per il NO alla riforma Costituzionale, informo: 

Per chi è seriamente motivato a fare il rappresentante di lista per il NO al Referendum del 04 Dicembre 2016, nelle 5 sezioni dei seggi elettorali a Mogoro, può comunicarmelo per le vie brevi o via email: gianni.pia0@gmail.com,

si possono designare n. 5 effettivi e n. 5 supplenti. 

Ricordo, che possono delegare solo i partiti che hanno rappresentanti in Parlamento. 

Il comitato per il NO non può delegare, perché non ha raggiunto le 500 mila firme.

Ho in corso alcune interlocuzioni con dei rappresentanti politici Regionali, non ho problemi, siano di dx o sx, posto che il fronte del NO è trasversale e l’esercizio del rappresentante di lista è a garanzia della trasparenza e della regolarità del voto.

In questo caso concreto, la sostanza non è dividersi sulle appartenenze, ma centrare l’obbiettivo, cioè impedire che questa schifezza di riforma che toglie diritti, democrazia e libertà, diventi Legge Costituzionale ai danni della Sardegna e del Popolo Sardo!

4 DICEMBRE: SIAMO A MENO SEI (6) GIORNI

SIAMO A MENO SEI (6) GIORNI

martedì 22 novembre 2016

c@ddotzu PD: Si SI voteremo NO!


c@ddotzu: abrogata la sillaba NO


#PD: La politica del furto di democrazia


Sul Bollettino n. 52 - Parte I e II del 17/11/2016 è stata pubblicata la leggina n. 29 del 11/11/2016, tanto cara al #PD:
“Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 4 febbraio 2016, n. 2 (Riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna)


La leggina, di fatto, allunga di un altro anno per gli amici nominati, il “prelievo politico” di risorse pubbliche, previste per le indennità degli “amministratori straordinari” delle ex Province, già prorogati con Deliberazione n. 23/6 del 20/04/2016, sino al 31 dicembre 2016 http://buras.regione.sardegna.it/custom/frontend/viewInsertion.xhtml?insertionId=72a6d001-6f0c-437e-9416-5cf9ecb9d25b .
Ora, per effetto della nuova norma, soprattutto per paura e terrore dell’esito referendario, vengono ri-prorogati, in quanto aventi il profilo giusto del “SignorSI” sino alle prossime elezioni amministrative.
Ma è del tutto evidente che poi arriverà l’estate 2017, le elezioni in estate si sa è difficile organizzarle, meglio l’autunno, pertanto, hanno previsto, si sposterà tutto al prossimo Novembre 2017. 
In altre parole, occorrerà attendere l’insediamento delle 62 amministrazioni comunali che andranno al voto nella primavera del 2017 (limitazione del tutto risibile, posto che riguarda poco più di 1/6 del corpo elettorale), per poi passare al voto di secondo grado, mentre per le ex Province si doveva votare per legge, entro e non oltre il 15 Novembre 2016, e non un altro anno dopo.

Si pensi, che nelle province delle regioni a statuto ordinario, ed in tutto il resto d’Italia, le elezioni di secondo grado (hanno votato solo i sindaci ed i consigli comunali e non più i cittadini), si sono già svolte, subito dopo l’approvazione della Legge Delrio n. 56/14. In tali Province, per gli amministratori eletti tra di loro (!) non è prevista nessuna indennità di carica ne emolumento, salvo i rimborsi spese.

Gli “ Amministratori straordinari” nostrani, invece, per bontà politica del #PD, percepiscono cadauno una indennità di circa 80.000 €/annui,  n° 4 titolari: Sud Sardegna, Oristano, Sassari, Nuoro, a cui, previo modifica a tempo di record dei rispettivi Statuti Provinciali, se ne sono aggiunti recentemente altri 3 come sub commissari: Olbia-Tempio, Ogliastra, Medio Campidano, perché il lavoro “era troppo e stressante”.

Naturalmente con similare indennità pro-capite anche per i sub-commissari. 
Decreto n.  8 del 21. 10. 16  Sub commissario Olbia Tempio


Decreto n. 10 del 09. 11. 16  Sub commissario Nuoro - Ogliastra



Decreto n. 11 del 10. 11. 16  Sub commissario Medio – Campidano




Alla faccia della riduzione dei costi della politica, che era alla base del rancore e dello scioglimento di questi Enti (vi ricordate lo slogan dei #Riformatori: meno politica + posti di lavoro, lo stesso che oggi, per ironia della sorte, usa #Renzie per la falsa riduzione del Senato), in sostanza, fregato l’elettore, la casta è più viva di prima e ancor meglio pagata, con i soldi di chi credeva di averla eliminata, e i nominati del PD ringraziano.

Per farla breve, la riforma che si sono votati, benché preveda la gratuità delle cariche elettive di secondo grado, da noi non trova applicazione, perché per il centrosinistra Sardo, le elezioni per restituire ai territori la dignità delle scelte e delle decisioni, è meglio non farle o rinviarle sine die, perché consente al loro apparato, di controllare ben n. 7 soggetti di provata fede, come già detto, al costo di circa 80.000€, cioè di  560.000€/annui.

Da ultimo, peraltro scivolando nella palese violazione della Legge Severino e dei suoi decreti attuativi, in particolare del D.Lgs 39/2013 sulle incompatibilità e inconferibilità degli incarichi, come nel caso concreto inerente il neo nominato in Ogliastra che tratterò a parte.

Nel frattempo, il 16 ottobre u.s. (domenica) si è ri-votato per il Consiglio Metropolitano di Cagliari. Il neo eletto Consiglio si è già insediato ed è operativo.

Tale incombenza (i consigli comunali aventi titolo avevano già votato ad Aprile, http://piacerepiapiapia.blogspot.it/2016/04/3-aprile-consiglio-metropolitano-di.html), si è dovuta ripetere alla luce della errata (e illegittimamente voluta) previsione contenuta sempre nella LR. n. 2/2016 (40 membri), così come poi modificata dalla LR. n. 7, che ne ha riportato la composizione secondo le previsioni della L.56/14 Delrio, anche a seguito dell’impugnativa presentata da me e da altri amministratori, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri,  per riportare l’organo alla regolarità, e cioè a 14 membri, in rappresentanza dei 17 comuni dell’Area.

Tutta la fretta posta in essere per la Metropoli, tuttavia, cozza con la sgradevole inerzia e lo spreco di denaro pubblico a carico dei Sardi, che #Pigliaru e soci alleati, stanno perpetuando a causa della mancata convocazione dei comizi elettorali per l’elezione degli organi di secondo grado delle riformate (secondo quanto da loro stessi stabilito con la suddetta LR. 2/16) ex Province.

Dette elezioni degli organi Provinciali, si sarebbero potute tenere agevolmente in concomitanza dell’elezione del Consiglio Metropolitano, i tempi erano maturi.

Ma il PD ha deciso di NO, per lorsignori, è sempre più pratico decidere in pochi!

Sottolineo che l’ex Art. 27 al comma 7, stabilisce perentoriamente che: “in sede di prima applicazione le elezioni dei presidenti delle province e dei consigli provinciali sono indette dal Presidente della Regione con decreto emanato non oltre il 15 novembre 2016 per una data compresa tra il decimo ed il trentesimo giorno dalla indizione.

Il Presidente Pigliaru ancora una volta se ne è strafregato delle previsioni temporali della Legge da lui stessa promulgata.

Dopo le ultime elezioni amministrative della primavera 2016, c’era tutto il tempo di convocare le elezioni dei 4 consigli ex Provinciali, che  dovevano tenersi, come già detto, entro e non oltre il 15 Novembre 2016.

Il delirio di onnipotenza di questi signori, ha oramai toccato i limiti dell’ insopportabilità e dell’accidia politica.

Ebbene, lo ripeto, perché  si abbia la dovuta contezza, che con l’ultimo provvedimento approvato dall’Aula: Modifiche all'articolo 24 della legge regionale n. 2 del 2016 (Riordino delle circoscrizioni provinciali) gli amministratori straordinari delle ex Province, nominati e non eletti da nessuno, i quali stanno percependo cadauno circa 80.000€ annui, resteranno indiscutibilmente in carica per un altro anno, infatti, il comma 1, stabilisce che al comma 7 dell'articolo 24 della legge regionale 4 febbraio 2016, n. 2 (Riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna), le parole "al 31 dicembre 2016" sono sostituite dalle seguenti "all'insediamento dei presidenti eletti a seguito delle elezioni di secondo grado previste dalla presente legge.

Elezioni, che come già detto, non potranno svolgersi prima del Novembre 2017, perché, imbrogliando le carte, il PD ci obbliga ad attendere il rinnovo di altre 62 amministrazioni comunali.  

In altre parole in tutt’Italia, gli organismi ex Provinciali, si sono già eletti con elezione di secondo grado (consigli e sindaci che si votano tra di loro) a costo zero, posto che la loro elezione non da diritto a nessun emolumento o indennità di carica (escluso i rimborsi spese), mentre in Sardegna (Isola del bengodi e degli amici del PD) siamo al terzo anno, di commissariamento prima e di Amministratori straordinari dopo, con sub commissari aggiunti.

Andiamo incontro, cioè, ad uno squallido tentativo di esproprio della rappresentanza democratica dell’elettorato, ne più ne meno come quella che #Renzie vorrebbe ottenere con la sua subdola riforma Costituzionale di deriva autoritaria, scritta da J.P. Morgan e dalle grandi Banche del sistema Finanziario Internazionale, che le persone libere e intelligenti si apprestano, il prossimo 4 Dicembre a respingere con milioni di #NO e mandare questo Governo a casa.

sabato 12 novembre 2016

Affamare la bestia



250 sindaci, ieri, a Cagliari hanno marciato sulla Regione per sostenere le ragioni del loro malessere di referenti delle comunità e dello Stato che rappresentano.

Hanno chiesto a Pigliaru (!), di poter spendere le risorse dei loro bilanci ingessati e “congelate dal governo” Nazionale, con la Regione, che non agevola e non aiuta i comuni a utilizzarle.

Le limitazioni di spesa, imposte dal Patto di stabilità prima, e dal Bilancio armonizzato poi, come è noto, sono state decise dal Parlamento su proposta del Governo, in quanto “lo richiede la tutela dell’unità giuridica ed economica della Repubblica, ovvero la tutela dell’interesse nazionale” anche per effetto delle politiche inerenti lo spending review.

Si potrebbe, pertanto, dare per scontato che la protesta, fosse marcatamente a supporto delle ragioni del No referendario di cui tardivamente si dibatte.

Purtroppo non è così, tra di loro tanti sindaci omogenei alle politiche Renziane, convintamente impegnati sino al midollo, nel sostenere proprio l’esatto contrario, cioè le ragioni dell’ amato Governo (solo loro), che di fatto determinano il blocco delle loro risorse, e quindi l’impossibilità di poter spendere in opere e servizi per i loro cittadini i loro stessi soldi .

Cioè, in altre parole, voteranno per il SI, consentendo così, di perpetuare il rafforzarsi delle ragioni opposte a quelle che ieri sono andati a chiedere in fascia e perorare nell’aula di via Roma 25.

E’ del tutto evidente che la cosiddetta “clausola di supremazia” inserita nel novellato art.117, sottoposto a referendum,  rafforzerà e consentirà al Parlamento di sostituirsi alle Regioni, appunto,  “quando lo richieda la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell’interesse nazionale” che anche in questo caso, è la costante del nostro governo, telecomandato dai poteri finanziari internazionali che gli impongono la linea e la condotta.

Concretamente, se qualcuno non lo vuole ancora capire, si tratta di una norma flessibile a grimaldello (chiave universale) consapevolmente e furbescamente indefinita, dunque applicabile ogni qual volta il governo lo riterrà necessario a suo insindacabile giudizio.

Le ragioni delle regioni, nulla potranno, in nessuna sede, avverso tali atti d’imperio, posto che, per le ragioni della supremazia, occorre spolpare la democrazia, ridurre il potere del popolo, condurre ad èlite ristrette gli ambiti decisionali, cioè come diceva Monti: affamare la bestia.

La bestia siamo noi, non altri.

Come avrete notato, già si evolve, dentro l'illuminata sinistra, una corrente di pensiero che intende togliere il suffragio universale, cioè il diritto al voto ai cittadini, in quanto non riescono a capire "ciò che è meglio per loro".

I sindaci di Sardegna che voteranno e faranno votare SI, non sono interessati a sostenere uno Stato federalista con la distinzione dei poteri, delle responsabilità e delle specialità, ma piuttosto ad una restaurazione dello statuto Albertino, cioè ad uno Stato o Regno in cui il potere è in capo al RE, solo al RE, REnzi, per l’appunto.

giovedì 10 novembre 2016

Nota sul CN di Ghilarza 29 ottobre 2016

All'ultimo Consiglio Nazionale, tenutosi a Ghilarza in data 29 ottobre 2016, tra le altre cose, il Presidente del Partito, Giovanni Columbu, facendosi interprete  di una esigenza molto diffusa tra i sardisti, ha messo a disposizione dei presenti, dopo circa 4 mesi (prima riunione utile), il verbale del Consiglio Nazionale precedente, tenutosi a Nuoro il 02 Luglio 2016, e  ha formalmente comunicato di assumersi la responsabilità e l'impegno per il futuro, di rendere sempre note le decisioni degli organismi del Partito (Direzione Nazionale, Segreteria, e degli altri organismi statutari), attraverso la pubblicazione in tempi brevi, dei deliberati e dei rispettivi verbali, nel sito web del Partito : http://www.psdaz.net/.

Sono certo che Giovanni onorerà questo suo impegno formale, finalizzato alla circolazione delle informazioni ed alla conoscenza puntuale delle decisioni inerenti la vita del Partito ed alla trasparenza.

Nel frattempo, posto che diversi consiglieri Nazionali erano assenti a Ghilarza, e non hanno potuto dargli lettura ed averne conoscenza, avendomelo richiesto, provvedo a pubblicare il contenuto del suddetto verbale del C.N. di Nuoro attraverso delle mediocri immagini.

Non è questa la sede per entrare nel contenuto del verbale, ci saranno modi e tempi.






#iovotoNO


mercoledì 9 novembre 2016

iovotoNO: tavola sinottica



Aderendo all'invito del Comitato per il NO di Cagliari,


Queste sono le tavole sinottiche della Costituzione vigente, con a fronte, le modifiche previste dalla Renzi-Boschi, redatte a cura della Camera dei Deputati.

Aiutano a capitre in concreto, lo sconcio Istituzionale alla libertà democratica e istituzionale, che i Renziani intendono ottenere a vantaggio dei poteri Finanziari, contro i diritti acquisiti a duro prezzo, dal Popolo.

martedì 8 novembre 2016

Angelo Carta (PS d'Az) Interrogazione sullo stato delle strade della Provincia di Nuoro

Depositata nella mattinata odierna, dall'Onorevole Angelo Carta, capogruppo in Consiglio Regionale del Partito Sardo d'Azione, una interrogazione, con richiesta di risposta scritta, sullo stato delle strade della Provincia di Nuoro e le iniziative che si intendono attuare.

Il documento, è in attesa di registrazione da parte degli uffici, per la sua pubblicazione sul sito web del Consiglio.

Ecco il documento: 



mercoledì 2 novembre 2016

CR: porte girevoli - Cassazione conferma Marras

Mi pare di ricordare, sul nuovo giro di porte girevoli (ma si dice che non sarà neppure l'ultimo), che inerisce il Palazzo di Via Roma 25, che in tempi non sospetti, a ridosso delle elezioni del 2014, avessi tracciato un interpretazione, che di fatto non si discostava da quanto, poi concretamente accaduto -
 
Nel frattempo, si apprende, che Venerdi prossimo 4 Novembre, la Giunta per le elezioni si riunirà per prendere definitivamente atto del subentro di Alfonso Marras, per effetto del deposito della sentenza della Cassazione, avvenuto il 31 Ottobre 2016.

Intanto, Martedì 08 Novembre alle ore 16,00 è convocato il Consiglio Regionale, al quale, è del tutto scontato, parteciperà il nuovo Onorevole di Bosa.

All'Onorevole Marras, formuliamo i migliori Auguri di buon lavoro a difesa e a tutela degli interessi del territorio della Provincia di Oristano.