lunedì 23 gennaio 2017

C@ddotzu: ProvincErriu

La Nuova e l'Unione Sarda di ieri 22 gennaio 2017, trattano del triste risveglio dell'assessore agli EE.LL. Erriu, del PD, in ordine al furto plurimo e aggravato, che  il governo nazionale amico, a guida PD, ancora una volta, concretizza alle spalle della Sardegna e sopratutto delle Province.

La materia, a onor del vero in pochi, anche per casi più eclatanti, che ancora gridano vendetta, la abbiamo più volte segnalata e posta all'attenzione dell'opinione pubblica.

Con nostro scarso successo e totale ostracismo, sopratutto da parte del PD.

Oggi, l'assessore Erriu, ci informa, che a breve chiamerà a raccolta, tutti i vertici disponibili ANCI, CAL, etc, per studiare una strategia unica, per contrastare la manovra finanziaria del governo, che all'art. 1, commi 438 e 439 della Legge di bilancio 2017, omette di ripartire specifiche risorse agli Enti Locali della Sardegna per un valore stimato di circa 80 milioni di €.

Ma dov'era l'assessore Erriu in questi ultimi anni, quando per effetto del prelievo forzoso da parte dello Stato nei confronti delle Province, si sono sottratte, cioè "rubate" risorse, per circa 360 milioni di €.

Tasse pagate dai cittadini per i servizi locali (RCA e IPT), in particolare per le manutenzioni delle strade provinciali, che da anni non si fanno più, private di risorse, mezzi e personale.

Si dice, che fosse troppo impegnato a contribuire normativamente all'eliminazione delle Province, vecchio sogno dell'ANCI, che anche grazie a lui, che ne è stato presidente regionale, sono state ridotte in uno stato pressoché larvale.

Il voltagabbanesimo imperante, in quest'inizio 2017, ci insegna, che ora, per effetto del NO al referendum costituzionale, siano tutti rinsaviti, e sia urgente e necessaria una grande guerra santa contro il governo.

Tuttavia, nessuno dimentichi che quest'orda selvaggia, regionale e nazionale, cavalcava fianco a fianco nelle sterminate praterie della demagogia distruttiva, in nome della L.56/14 Delrio, motto e stendardo del PD, che il popolo, il 4 dicembre 2016 ha sconfitto.

Un assessore politicamente patetico, che rinnega se stesso e le sue azioni. In sintonia e in linea perfetta con il suo Presidente e la compagine che sostiene questa maggioranza.




venerdì 6 gennaio 2017

Province: il casino delle aliquote RCA




Dopo la pubblicazione del mio post - http://piacerepiapiapia.blogspot.it/2017/01/province-rc-auto-illegittima-come-la.html - scritto a seguito della notizia apparsa sull’Unione in materia di tariffe RCA, incuriosito, sono andato a capire ciò che accade anche negli altri territori provinciali ad opera degli Amministratori Straordinari di nomina PD. Amministratori “politici” ben remunerati. Amministratori che concentrano su se stessi tutti i poteri del Consiglio, del Presidente e della Giunta. Amministratori che da 4 iniziali (Cagliari poi Sud Sardegna, Sassari, Nuoro, Oristano) sono poi diventati 7. Amministratori che si sono modificati gli statuti per creare 3 sub-ambiti. Il Sud Sardegna che ha creato il Medio Campidano, Nuoro che si è plasmato l’Ogliastra, Sassari che ha fatto risorgere Olbia-Tempio). Amministratori dei sub ambiti, che a loro volta percepiscono tra gli 80 e i 110 mila €/anno. Amministratori nominati che in Sardegna costano tra i 560.000 e i 770.000 € annui. Amministratori prorogati “sine die” con la scusa che occorre attendere le elezioni amministrative della prossima primavera 2017 (62 comuni). Amministratori che dovevano traghettare le elezioni di secondo grado entro il 15 novembre 2016. Amministratori che resteranno in carica almeno per un altro anno. Amministratori unti dal Signore, che hanno preso il posto di altri Amministratori eletti dalla gente, il cui peccato originale era quello di appartenere alla casta. Amministratori che solo in Sardegna, percepiscono ingenti risorse pubbliche, mentre nel resto d’Italia gli organismi di secondo grado, svolgono la loro funzione a titolo gratuito.


Per chi volesse conoscere ciò che succede a livello Nazionale nei diversi territori,  presso il portale del, Ministero Economia e Finanze (MEF), è rinvenibile il link http://www.finanze.it/opencms/it/fiscalita-regionale-e-locale/imposta-rc-auto/  che riporta le situazioni che si sono modificate e variate, rispetto all’aliquota iniziale fissata per legge, che è del 12,50%, quota diminuibile o aumentabile del 3,50% massimo, a vantaggio delle province e città metropolitane, naturalmente con le limitazioni imposte dalle leggi di Stabilità (Legge di bilancio dello Stato). 


Ed allora, in materia di RCA, da una verifica da me condotta, si ricava che:


La città Metropolitana di Cagliari, con decreto del sindaco metropolitano, http://www.finanze.it/export/sites/finanze/it/.content/Documenti/Varie/Delibera-n.-1-del-24-ottobre-2016-della-Citta-metropolitana-di-Cagliari.pdf  - ha deciso di applicare per l’anno 2017  l’aliquota  massima, cioè il 16,00%, confermando ciò che aveva già deciso il precedente Amministratore Straordinario Dott. Sardi, con propria delibera n. 324 del 11/12/15 per l’esercizio 2016. Si tenga presente che il suo predecessore Dott. Cadau, con propria deliberazione n. 239 del 18/12/2014, decideva di tenere per l’anno 2015 l’aliquota al minimo cioè al 12,50%.


La Provincia del Sud Sardegna, con l’atto n. 45 assunto dal commissario straordinario Ing.  Sanna con i poteri della Giunta provinciale, in data 27 ottobre 2016, ha approvato per l’anno 2017, la misura dell’imposta con l’aliquota massima del 16,00% http://www.finanze.it/export/sites/finanze/it/.content/Documenti/Varie/Nuova-Provincia-Sud-Sardegna-Del.45_27_10_16RCA.pdf  - si noti, peraltro senza indicare (!?) la percentuale applicata nell’annualità 2016 e/o precedenti per Carbonia – Iglesias, da ciò si deduce fosse in vigore la minima prevista dalla legge, cioè il 12,50%.  Andando a cercare a ritroso (sino al 2012), si rinviene nell’albo pretorio del sito, quella relativa al Medio Campidano per l’anno 2016, atto n. 28 assunto a Sanluri il 29/09/2016 http://www.provincia.carboniaiglesias.it//delibera-giunta/2016/28-1 - dove vengono richiamati tutti i precedenti per tale ex provincia, che con il Commissario Dott. Onida, aveva già applicato sia per il 2014 che per il 2015, l’aliquota massima del 16,00%. In pratica, la provincia “includente - Sud Sardegna”, ha deciso di applicare la percentuale più alta, già in vigore nella ex provincia “inclusa - Medio Campidano”.


La Provincia di Sassari anch’essa “includente”, con deliberazione n. 28 del 06/06/2016 del Commissario Dott. Sechi http://www.finanze.it/export/sites/finanze/it/.content/Documenti/Varie/Del-n.-28-del-6.06.16.pdf - ha confermato per il 2017 l’aliquota massima al 16,00%, già stabilita a partire dall’anno 2013, confermata anche per il 2014 e 2015, ed ha deciso di riallineare in adeguamento quella in vigore del 12,50%, portandola al massimo cioè al 16,00% quella della provincia “inclusa” di Olbia – Tempio.


La Provincia di Nuoro ha praticamente fatto lo stesso che ha fatto Sassari, infatti l’Amministratore Sraordinario la Dott.ssa Pistis http://www.finanze.it/export/sites/finanze/it/.content/Documenti/Varie/delibera-n.-33-adeguamento-rc-auto-ipt-tefa-prov.-Nuoro.pdf , con deliberazione n. 33 del 21/09/2016 ha provveduto a confermare l’aliquota massima al 16,00%, già stabilita con delibera di Giunta Provinciale n. 33 del 26/05/2014 e contestualmente, ad allineare la vigente aliquota del 12,50%, già deliberata dalla provincia dell’Ogliastra in sede di approvazione del Bilancio, con atto n. 26 del 27/04/2016 per l’anno 2016. Posto che null’altro viene specificato, l’aliquota massima al 16,00%, allineata a quella della provincia “incorporante” è da intendersi anche per l’anno 2017.


La Provincia di Oristano, applica sin dall’impianto della Legge, la percentuale del 12,50%, senza averla mai ne diminuita ne aumentata. Conosco la situazione, in quanto facendo parte dell’ultima giunta eletta, dal 2010 al 2015, il problema ce lo siamo posti diverse volte ed abbiamo ritenuto, stante i tempi bui all’orizzonte per le province, che fosse assolutamente impensabile, andare ad aumentare il prelievo tributario sui cittadini per i servizi locali, quando di fatto, già con il patto di Stabilità, lo Stato ci impediva poi di spenderli in manutenzioni stradali ed altri servizi. La beffa poi è esplosa più forte negli anni successivi con il prelievo forzoso imposto dallo Stato, cioè il furto di circa 360 milioni di €, solo in Sardegna.


Chiunque affermi che il riallineamento (guarda caso sempre in aumento e mai in diminuzione) tra le diverse aliquote in vigore nei diversi territori provinciali sia un atto dovuto, per effetto della L.R. 2/16, che ha prodotto la delimitazione dei nuovi territori provinciali e, che tutto vada ricondotto a tassazione organica ed unitaria, afferma il falso.  Nessun Ministero poteva, ne può autorizzare modifiche in tal senso, in quanto è contrario alla legge che ne fa espresso divieto a tutti gli EE.LL. per il 2016 ed il 2017. Inoltre il presupposto di fondo, è sempre stato quello del rispetto del principio dell'autonomia regolamentare ed impositiva, all'interno dei parametri fissati dalla legge Nazionale.


La L. 11 dicembre 2016 , n. 232 - “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019”, è stata pubblicata nel Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 297 del 21 dicembre 2016 - Serie generale.


Nella legge di Stabilità, come per l’anno precedente, il 2016, viene esplicitamente prorogato il blocco degli aumenti delle aliquote tributarie anche per l'anno 2017, infatti, il comma 42), attraverso la modifica del comma 26 della legge di stabilità 2016, estende al 2017 il blocco degli aumenti dei tributi e delle addizionali delle regioni e degli enti locali, quindi anche delle province.


Ecco il disposto letterale della Legge:

42). All’articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 26, le parole: «per l’anno 2016» sono sostituite dalle seguenti: «per gli anni 2016 e 2017»;


Il comma è chiarissimo, si riferisce a tutti gli Enti Locali, province comprese. 

Ecco il disposto del comma 26 dell'art. 1, della L. 208/15, che ho citato nel mio post - http://piacerepiapiapia.blogspot.it/2017/01/province-rc-auto-illegittima-come-la.html - in altre parole gli EE.LL. non potevano per il 2016, ed ora anche per il 2017, aumentare i tributi ed addizionali, loro attribuiti con legge dello Stato, per l'appunto come nel caso in parola. 


Non sono io a dirlo, ma la Legge dello Stato, che in questo caso non ha bisogno di interpretazioni.


26). Al fine di contenere il livello complessivo della pressione tributaria, in coerenza con gli equilibri generali di finanza pubblica, per l'anno 2016 è sospesa l'efficacia delle leggi regionali e delle deliberazioni degli enti locali nella parte in cui prevedono aumenti dei tributi e delle addizionali attribuiti alle regioni e agli enti locali con legge dello Stato rispetto ai livelli di aliquote o tariffe applicabili per l'anno 2015. Sono fatte salve, per il settore sanitario, le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 174, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e all'articolo 2, commi 79, 80, 83 e 86, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, nonché la possibilità di effettuare manovre fiscali incrementative ai fini dell'accesso alle anticipazioni di liquidità di cui agli articoli 2 e 3 del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, e successivi rifinanziamenti. La sospensione di cui al primo periodo non si applica alla tassa sui rifiuti (TARI) di cui all'articolo 1, comma 639, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, nè per gli enti locali che deliberano il pre dissesto, ai sensi dell'articolo 243-bis del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, oil dissesto, ai sensi degli articoli 246 e seguenti del medesimo testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000.


Sull’argomento, già in passato, avevo avuto modo di bloccare gli effetti degli abusi di potere, posti in essere questa volta dalla Regione con la leggina illegittima sull’addizionale Irpef, avverso la quale si era presentata una specifica impugnativahttp://piacerepiapiapia.blogspot.it/2015/12/sulladdizionale -regionale-irpef.html -http://piacerepiapiapia.blogspot.it/2016/02/su-impugnativa-lr-3415-addizionale-irpef.html


Conclusioni:  Escludendo la Città Metropolitana che conferma sui suoi 17 comuni, ciò che già vigeva nella ex provincia di Cagliari e che rimane all’aliquota massima, così come la Provincia di Oristano che non apporta nessuna variazione. Per tutte le altre, a mio avviso, siamo in presenza di un evidente violazione di Legge, censurabile per evidente eccesso di potere.  In tre province “incorporanti”: la provincia del Sud Sardegna, che costringe i contribuenti della ex Carbonia-Iglesias a pagare quanto quelli del Medio Campidano; la provincia di Sassari che costringe  i contribuenti inclusi della ex Olbia-Tempio a pagare quanto gli includenti di Sassari; infine, la provincia includente di Nuoro che costringe i contribuenti della ex provincia dell’Ogliastra, ora inclusa a pagare quanto Nuoro.  

Praticamente, esclusa Oristano che rimane al 12,50% (Amministratore sonnacchioso?), tutte le altre lievitano al 16,00%.

Domanda: servirà alle cosiddette province includenti, l’allineamento in aumento, cioè avere a disposizione più risorse per effetto della vessazione che gli Amministratori nominati dal PD hanno voluto arbitrariamente applicare ai cittadini Sardi di quei territori?
 
Risposta: No! Il prelievo forzoso per il 2015 è stato di 1 milardo di €; per il 2016 appena conclusosi è passato a  2 miliardi di €; quello previsto per il 2017 nei confronti delle province è pari a 3 miliardi di €.


Ebbene, a fronte di questo dato sul prelievo forzoso, occorre sapere che il gettito annuo, per la percentuale destinata alle Province sull’intero territorio Nazionale, su RCA, IPT (imposta provinciale di Trascrizione) e altre minori, è di circa 3,4 miliardi di €, risorse grazie alle quali sino a qualche anno fa si garantivano i servizi locali ai cittadini.


Alla luce di questa certezza, dispiace constatare l’immoralità del prelievo da parte dello Stato, sul quale, noi sardisti stiamo facendo le nostre legittime battaglie - http://piacerepiapiapia.blogspot.it/2016/12/mozione-carta-angelo-psdaz-sul-recupero.html


Ma ancor di più è incomprensibile, visti gli atti sopra richiamati, che il PD si  ostini a “prelevare” altri soldi ai cittadini con i suoi "Gabbellieri Straordinari", per poi farseli rubare da parte dello Stato, senza neppure poterli ne vedere ne annusare, peraltro rinunciando a qualsiasi tipo di battaglia politica o giudiziaria per il recupero del maltolto.

martedì 3 gennaio 2017

Province: RC Auto illegittima come la provincia del Sud Sardegna



 
La notizia riportata nell’Unione di ieri, inerente l’aumento  della RC Auto, tradotta in soldoni, significa un’altra sberla in faccia al contribuente Sardo.

Purtroppo, non solo per i cittadini possessori di auto delle ex provincia di Carbonia Iglesias, denominata oggi Sud Sardegna, ma per effetto della L.R. n. 2/16, tale atto illegittimo, pretenderebbe di coinvolgere tutto il territorio della ex Provincia di Cagliari cioè ben 122 comuni.

Su come la penso sulla situazione delle province in Sardegna, è cosa nota, si vedano i miei due ultimi post: http://piacerepiapiapia.blogspot.it/2016/12/province-e-i-cocci-sono-vostri.html e http://piacerepiapiapia.blogspot.it/2017/01/province-citta-metropolitana-e-grandi.html

Ma se da un lato ne sostengo convintamente la necessità funzionale e Istituzionale e continuo a battermi per restituire certezza del diritto in questo enorme casino in cui il PD le ha cacciate, dall’altro non posso sopportare, che al solo fine di fare cassa, l’Amministratore Straordinario della Gestione Commissariale della Provincia del Sud Sardegna vada avanti, senza che nessuno  fermi quese azioni illegittime.

Cioè che sostenga: “il prelievo forzoso dello Stato alle province ha raggiunto livelli incompatibili con gli obblighi del Pareggio di Bilancio….“,  e ritenga, cosi si legge nell’atto n. 45 da lui adottato con i poteri della Giunta provinciale in data 27 ottobre 2016, “sia necessario approvare per l’anno 2017, la misura dell’imposta sulle assicurazioni RCA per l’anno 2017 con l’aliquota massima del 16%http://www.provincia.carboniaiglesias.it//delibera-giunta/2016/45 ,
cioè passando come se niente fosse dal 12,50% a un + 3,50%.

Sorprende,  apprendere che ci siano stati incontri sul territorio, nei quali le forze sindacali e istituzionali, amministratori locali, abbiano in tutti i modi cercato di convincere l’Amministratore a farlo recedere da tale intento, senza però ottenere niente. 

Ripensamento che non c’è stato, neppure dopo l’intervento di chiarimenti rivolto all’Amministratore Straordinario dal presidente della Regione Pigliaru (chissà che veemenza).

Quindi occorre fare chiarezza.

L’atto è illegittimo in quanto infondato.

È vero che sono trascorsi oltre 2 mesi dalla pubblicazione per poter fare ricorso al TAR, ma credo sia del tutto irrilevante e che non serva a nessuno spendere soldi inutilmente.

Se proprio un gruppo di cittadini, volesse agire per ottenere soddisfazione giuridica, consiglierei il ricorso straordinario al capo dello Stato entro i 120 giorni, almeno per tentare di scrivere una pagina nuova,  in ordine allo sfacelo istituzionale attualmente in corso in Sardegna, dove a seguito della LR. n. 2 tutto era confuso, ma a seguito del NO al referendum e della bocciatura della Del Rio sulla riforma costituzionale e dei principi del titolo V, tutto ora è nel caos totale.                                                                                                                         
L’Amministratore Straordinario del Sud, ha violato la Legge, apparirebbe verosimilmente prudente, per lui e per i Dirigenti che hanno apposto il visto di regolarità amministrativa e contabile, alla luce della pubblicazione in Gazzetta ufficiale della L. n. 232, che in sede di autotutela, provvedano senza indugio alcuno, qualora ad oggi non lo abbiano ancora fatto, a revocare la deliberazione n. 45, con tutti gli atti consequenziali, al fine di evitare danni insorgenti per l’Amministrazione Provinciale comunque denominata, e anche per le loro tasche.

La  L.  11 dicembre 2016 , n.  232.   Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario  2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019, è stata pubblicata nel Supplemento ordinario alla “Gazzetta Ufficiale n. 297 del 21 dicembre 2016 - Serie generale

Nella legge di Stabilità, come per l’anno precedente, il 2016, viene Prorogato il blocco degli aumenti delle aliquote tributarie anche per l'anno 2017, infatti, il comma 42, attraverso la modifica del comma 26 della legge di stabilità 2016, estende al 2017 il blocco degli aumenti dei tributi e delle addizionali delle regioni e degli enti locali, quindi anche delle province, sia di quelle esistenti che di quelle pseudo-inventate, come quella del Sud Sardegna. Ecco il disposto letterale della Legge:
42. All’articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, sono apportate le seguenti modificazioni:  a)   al comma 26, le parole: «per l’anno 2016» sono sostituite dalle seguenti: «per gli anni 2016 e 2017»;

Il comma è chiarissimo, si riferisce a tutti gli Enti Locali, province comprese, non credo che la Provincia del Sud Sardegna, per quanto possa apparire “cosa nuova”, possa ritagliarsi il rango di  Repubblica Provinciale sovrana.

In tal senso, anche gli uffici Nazionali dell’UPI, specificatamente sentiti, concordano con quanto da me rappresentato.

In conclusione, non sussistendo allo stato attuale, nessuna norma di Legge che giustifichi e renda possibile un indebito prelievo forzoso da parte della provincia del Sud Sardegna, per coprire l’ammanco del prelievo forzoso effettuato dallo Stato nei confronti delle Province, l'atto è infondato, nullo e viziato di eccesso di potere.

L’ammontare del tributo previsto all’incasso, sarebbe stato ben maggiore di quanto indicato nell’articolo del giornale, posto che il bacino di prelievo, corrisponde a circa metà popolazione di Sardegna, cioè 800.000 abitanti circa.

lunedì 2 gennaio 2017

Province, città metropolitana e grandi casini




Riprendo questo passaggio, pubblicato sull'Unione Sarda di oggi, sul quale, è utile precisare qualcosa...
- dice Rodin:


“ Il suo territorio (quello della città Metropolitana) coincide con quello dell’area vasta, diversamente dal resto d’Italia in cui le città metropolitane coincidono con le vecchie province. Questa dimensione  ci consente di poter ragionare come un'unica città”.
In attesa che un qualsiasi cittadino, faccia istanza al giudice amministrativo per un interesse leso, e che la questione venga rimessa alla suprema Corte, qualcuno, faccia sapere a Rodin (e pure a Zedda), che la vittoria del NO al referendum sulla riforma costituzionale, porta come effetto immediato, la caducazione di buona parte della 56/14 Del Rio, proprio perché, vi è scritto, che il nuovo ordinamento delle città metropolitane e delle province è disposto  “In attesa della riforma del titolo V della parte seconda della Costituzione e delle relative norme di attuazione”.


Tale previsione, come è noto , è rimasta aria fritta, dissoltasi in uno, con il SI!

Di conseguenza (con buona pace del PD), non può assolutamente esistere nessuna “Provincia del Sud Sardegna”, in quanto non è prevista ne contemplata dall’art. 43 dello Statuto Speciale, norma di rango Costituzionale, ad oggi immacolata. Casomai occore immediatamente ripristinare la nobile e gloriosa provincia di Cagliari, e qui il legislatore di casa nostra è già in ritardo, posto che non si può con una legge ordinaria, la LR. n. 2/16, modificare una legge Costituzionale, cioè la n.3/48.

Ajò cumpangius moveisì, non aberreis lareddiendi!
 
Ne consegue, che nessuna città Metropolitana può essere ridotta sostanzialmente ad una Unione di Comuni, a proprio piacimento, tra pochi amici.
Metropoli che invece, deve corrispondere all’intero territorio della ex provincia di Cagliari, compreso il territorio dell’ex Medio Campidano e dell’ex Iglesiente.
Cioè  i 71 comuni, compresi i 17 della "minimale" città metropolitana, per circa 561.925 abitanti, che sommati all’ex provincia del Medio Campidano (VS) 28 comuni per 99.422 abitanti, che sommati all’ex provincia del Sulcis (CI) 23 comuni per 127.133 abitanti,  determinano un totale di 788.488 abitanti, per 122 comuni, in sostanza il 50% del territorio e della popolazione regionale, e quindi perfettamente in linea con la iniziale previsione Nazionale degli 800.000 abitanti, che peraltro ha rideterminato la composizione del consiglio Metropolitano, per il quale si è votato ben 2 volte, dapprima con 40 membri e successivamente, con voto del 16 ottobre 2016 per effetto della LR. n. 7/16, con 14 membri.

Decade pertanto Carbonia, come sede provvisoria della provincia del Sud Sardegna, in quanto, per l'appunto, se non esiste, come non esiste più la Provincia del Sud Sardegna, tantomeno può esistere il suo capoluogo.
Ma accade anche, di riflesso, che non possono sussistere contemporaneamente due entità con lo stesso nome con ambiti territoriali diversi, e cioè, da un lato la città Metropolitana di Cagliari con 17 comuni e, dall'altro la provincia di Cagliari con il resto dei comuni, cioè gli altri 105, con Cagliari città interclusa dalla corona dei comuni della città Metropolitana.  
 
Difficile sarà argomentare, che sia possibile ed automatico rinominare la provincia del Sud Sardegna con la provincia di Cagliari e porvi come capoluogo Carbonia. Infatti Carbonia non è prevista nel nostro Statuto, mentre Cagliari, si.
 
Ne consegue, pertanto che per porre rimedio alla confusione che il PD ha generato, con tutti i contenziosi Istituzionali insorgenti che stanno per discenderne, la soluzione, sarà proprio nel far coincidere la Città Metropolitana, con l'intero territorio della ex provincia di Cagliari insieme ai suoi 122 comuni, avente come capoluogo Cagliari. Con buona pace dello Statuto. Ricordo, che in questo caso, i comuni limitrofi delle altre province, hanno diritto ad esprimersi con referendum, per decidere l'eventuale ingresso nel nuovo ambito territroiale.
 
Tuttavia, credo che molti atti già posti in essere, dovranno essere velocemente dichiarati nulli o inefficaci in sede di autotutela.
Per come si sono messe le cose,  parrebbe, verosimilmente, che gli Amministratori Straordinari debbano iniziare a preoccuparsi seriamente.
 
E desta seria preoccupazione politica, la circostanza che la Giunta, il suo presidente, ma sopratutto l'assessore Erriu, ritengano di non porsi minimamante il problema, come se niente fosse accaduto, e lasciano scivolare le cose nel silenzio più assordante, qualcuno prima o poi ci penserà!